CHI FA IL LAVORO DOMESTICO?

 Mercedes D’Alessandro, giovane e innovativa economista argentina, scrive e pensa al lavoro femminile da un punto di vista nuovo che ha suscitato molto interesse e discussioni nella cultura femminista. Nel 2015 ha lanciato il portale «Economía Feminista», dal quale è nato anche un libro, come spazio di riflessione per donne economiste su temi che non facevano parte dell’agenda né dei media né dei colleghi economisti. L’intera iniziativa è nata al grido di «Ni Una Menos» in Argentina e, in Italia il movimento NON UNA DI MENO, che le ha conferito uno spazio più che importante nel dibattito più vasto legato a tutte le disuguaglianze che le donne vivono e che vanno dalla violenza maschilista a quella economica, passando per gli stereotipi che vengono imposti alle donne e che limitano. Obiettivo è che si possa imparare qualcosa di nuovo, ma non come un aneddoto, bensì come qualcosa che fornisca strumenti per trasformare questo mondo diseguale e patriarcale.

Il femminismo non è una novità, è sempre esistito. L’idea che la donna debba avere gli stessi diritti dell’uomo è un dato culturale appurato. Allora, cosa c’è di particolare nell’essere femminista nel momento storico in cui viviamo? Una grande differenza, per esempio, è il ruolo che le donne oggi ricoprono nel sistema economico. Negli anni sessanta solo due donne su dieci lavoravano fuori casa, oggi a farlo sono sette su dieci. Questo ha trasformato completamente i rapporti economici e sociali. In linea di massima, le donne hanno più autonomia perché hanno una professione e dispongono di entrate proprie. Ma….CHI FA IL LAVORO DOMESTICO?

Il lavoro domestico, per una media di sei ore al giorno, che significa pulire, lavare, stirare, cucinare, etc… per chi non può permettersi una collaboratrice domestica o disporre di una assistenza per i figli, diventa un ostacolo. Molte donne devono lavorare meno ore per riuscire a fare tutto, o lavorarne tantissime, senza mai riposarsi, il che mina la loro salute e la loro crescita personale. Oggi si è femministe con questa doppia identità, di donne con maggiori possibilità, ma ancora confinate culturalmente a un ruolo domestico, e quindi esposte a un maggiore sfruttamento.

Inoltre, in media, le donne guadagnano meno degli uomini e non riescono a ricoprire ruoli dirigenziali. Il lavoro domestico è ancora ampiamente sottovalutato e non retribuito. E se le cose cambiassero, il mercato ne subirebbe le conseguenze. IN MEGLIO!

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