DONNE IN ECONOMIA

Ci sono poche economiste nella ricerca universitaria e ancora meno sono quelle che fanno carriera. È un copione che si ripropone anche in altre aree, eppure per il settore economico sembrano esserci ragioni specifiche. Secondo l'Economist, che cita una serie di studi recenti, ci sono almeno quattro cose da sapere a riguardo.

1Nei dipartimenti di economia del Regno Unito e degli Stati Uniti, come in Italia, la percentuale delle donne è più bassa che in altre discipline. È simile a quella dei dipartimenti di fisica, matematica e ingegneria, ma, a differenza delle donne in queste materie, le economiste hanno un grado di soddisfazione minore.

2. Studi diversi dimostrano che a parità di pubblicazioni e altre caratteristiche ritenute rilevanti, le donne hanno meno probabilità degli uomini di avere una posizione permanente e di arrivare al livello più alto nei percorsi di carriera.

3. Si sospetta l'esistenza di implicit bias, vale a dire atteggiamenti sfavorevoli alle donne, nelle commissioni di reclutamento e promozione. Al punto che il direttore del dipartimento di economia di Harvard ha assunto un esperto per insegnare ai membri del dipartimento a riconoscere l'esistenza di questi pregiudizi di genere o razziali. Un esempio di bias implicito è quello per cui quando in un campo di ricerca ci sono molte donne si pensa che sia un settore particolarmente "facile" e quindi meno prestigioso. È quello che spesso si pensa dell'economia di genere.

4. Come è noto, si innesca un circolo vizioso: quanto più le possibilità di carriera sono scarse, tanto minore diventa il numero delle donne che ci provano. Non c'è nessuna possibilità di riequilibrio spontaneo.

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