UNA MAGLIETTA ROSSA IL 7 LUGLIO

Sabato 7 luglio il mondo della conoscenza si veste di rosso per fermare “l’emorragia di umanità” in Europa.

Una maglietta rossa. Per chiederci chi siamo davvero. Per fermarci a riflettere, per impegnarci e darci da fare. Rosso come le magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo.

L'appello è di don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e Gruppo Abele.

Il colore richiama gli indumenti dei migranti soprattutto bambini

Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche (e no, non erano bambolotti).

Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Perché ora più che mai è importante mettersi nei panni degli altri, a partire dai bambini. È ora di smuovere le coscienze, l’opinione pubblica. Indignarsi, commuoversi non basta. Bisogna agire.

Nessuno ha la formula magica su come farlo, ma è ai tavoli tecnici che vanno trovate soluzioni internazionali, non sulla pelle dei più deboli.

Per questo, e molti altri motivi, il 7 Luglio indossiamo una maglietta rossa: per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. È l'appello di don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele, un invito per fermare "l'emorragia di umanità"

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