ECONOMIA E DONNE

Perché la PARITA’ conviene anche ai maschi?

Valeria Palermi, all’interno dell’inchiesta “Le Donne hanno perso” (pubblicata sull’Espresso del 15 ottobre) rileva che , se persino il Financial Times sostiene che è imperativo dare pari rappresentanza alle donne nel mondo del lavoro, vuol dire che qualcosa sta cambiando sul serio.

Il rapporto del quotidiano inglese- Women in Business- uscito a settembre, racconta in soldoni questo:

l’economia ha un disperato bisogno delle donne! 

Non come compratrici, attenzione. NO

L’economia ha un disperato bisogno delle DONNE come workforce, forza lavorativa, totalmente alla pari con gli uomini per opportunità, accesso alle carriere, retribuzione.  E se questo, a qualcuno,  dovesse sembrare un appello femminista, vasta eco ha suscitato la riflessione da un recente rapporto del McKinsey Global Institute che ha analizzato l’output economico di 95 paesi del mondo (effettivo e potenziale) concludendo che se uomini e donne contribuissero allo stesso modo alla forza lavoro, cioè lavorassero lo stesso numero di ore, avessero uguale paga e uguale rappresentanza in tutti i campi, questo aggiungerebbe 28 mila miliardi di dollari al Prodotto interno lordo globale entro il 2015: ovvero una crescita del 26 per cento. Mentre oggi, secondo lo studio McKinsey, le donne costituiscono metà della popolazione mondiale ma rappresentano soltanto il 37 per cento del PIL globale, poco più di un terzo. Per questo motivo è nato un movimento in seno alle Nazioni Unite che si chiama “HeForShe” traduzione di LUI per LEI, un movimento all’insegna della solidarietà tra i sessi il cui slogan è:

Uniamo gli sforzi, una metà dell’umanità in aiuto dell’altra metà, per il beneficio di tutti.

Emma Watson, giovane attrice britannica, è la portavoce per le Nazioni Unite della campagna “HeForShe” per la parità tra i sessi.

http://www.heforshe.org/  

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