15.09.2024
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VERMIGLIO

Il film Vermiglio della regista Maura Delpero ha vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, alla  81ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica che si è tenuta al Lido di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre 2024.

Il film è una coproduzione tra Italia, Francia, Belgio. Un grande successo per la regista bolzanina con origini a Vermiglio in Val di Sole, Trentino, autrice di un film che racconta una storia familiare nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale.

Vermiglio, il film diretto da Maura Delpero, si svolge in un piccolo paese di montagna di nome Vermiglio che si trova in Val di Sole-Trentino- posto a 1.260 mt. sul livello del mare ed è l’ultimo paese sulla strada che, da Trento, porta al Passo del Tonale.

Ieri, sabato 14 settembre, siamo andate all’anteprima del film Vermiglio nella piazza centrale di Vermiglio, in Val di Sole. È stato un evento festoso, vivace e colorato, con numerose famiglie, tante bambine e bambini  e un’atmosfera di calda partecipazione che è rara nelle località di montagna.

La piccola comunità di Vermiglio ha avuto un ruolo fondamentale, come sottolineato da Maura Delpero, supportando la regista, la troupe e gli attori, sia minori che principali, durante le riprese negli anni scorsi. Il film Vermiglio, infatti, ha affrontato numerose difficoltà, sia piccole che grandi, superate con successo grazie all’impegno della popolazione locale. Così in tantissimi hanno preso parte all’anteprima del film Vermiglio.

Il film Vermiglio è bellissimo e rappresenta fedelmente luoghi, ambientazioni, situazioni e dinamiche familiari di quel periodo.

Mio padre ci ha lasciati un pomeriggio d’estate. Prima di chiuderli per sempre, ci ha guardati con occhi grandi e stupiti di bambino. L’avevo già sentito che da anziani si torna un po’ fanciulli, ma non sapevo che quelle due età potessero fondersi in un unico viso. Nei mesi a seguire è venuto a trovarmi in sogno. Era tornato nella casa della sua infanzia, a Vermiglio. Aveva sei anni e due gambette da stambecco, mi sorrideva sdentato, portava questo film sotto il braccio: quattro stagioni nella vita della sua grande famiglia. Una storia di bambini e di adulti, tra morti e parti, delusioni e rinascite, del loro tenersi stretti nelle curve della vita, e da collettività farsi individui. Di odore di legna e latte caldo nelle mattine gelate. Con la guerra lontana e sempre presente, vissuta da chi è rimasto fuori dalla grande macchina: le madri che hanno guardato il mondo da una cucina, con i neonati morti per le coperte troppo corte, le donne che si sono temute vedove, i contadini che hanno aspettato figli mai tornati, i maestri e i preti che hanno sostituito i padri. Una storia di guerra senza bombe, né grandi battaglie. Nella logica ferrea della montagna che ogni giorno ricorda all’uomo quanto sia piccolo. Vermiglio è un paesaggio dell’anima, un “lessico famigliare” che vive dentro di me, sulla soglia dell’inconscio, un atto d’amore per mio padre, la sua famiglia e il loro piccolo paese. Attraversando un tempo personale, vuole omaggiare una memoria collettiva. (Maura Delpero)

Augurando che il film Vermiglio, girando in tutto il mondo, possa portare la bellezza della Val di Sole e tanti riconoscimenti a chi ha creduto e partecipato a questo progetto.

Grazie Maura!