A 40 anni dalla Legge 194

Le donne stanno lottando in OGNI PARTE DEL MONDO. Di fronte a questa potenza ovunque si vedono attacchi alla libertà conquistata. La contraccezione gratuita, il pieno accesso all’aborto, l’educazione a una sessualità libera sono ancora negati o fortemente ostacolati e, anzi, proprio in questo momento si assiste al tentativo di sottrarre alle donne il potere e la libertà di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, con la diffusione dell’obiezione di coscienza e con un attacco feroce dell’aborto.

Prima del 1978, l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale italiano un reato (art. 545 e segg. cod. pen., abrogati nel 1978).

A quarant’anni dall’approvazione della Legge 194, in Italia l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più un percorso a ostacoli. Il numero di medici obiettori ha raggiunto una media nazionale del 70%, con punte del 90% in alcune regioni. Solo 390 su 654 strutture dotate di reparti di ostetricia e ginecologia effettuano interruzioni di gravidanza.

E non va molto meglio quando in gioco c’è il diritto alla salute durante la gravidanza e il parto.

La rete NON UNA DI MENO   ha lanciato una giornata di azioni e mobilitazione in Italia per il quarantennale della 194. Le città di Lucca, Brescia, Rimini e Genova sono già scese in piazza. A Bari, Bergamo, Bologna, Jesi, L’Aquila, Padova, Parma, Pisa, Reggio Emilia, Roma e Salerno, iniziative, azioni e assemblee martedì 22, mentre a Pavia, un presidio mercoledì 23. Venerdì 25 maggio presidi anche a Livorno e Trento; assemblea pubblica a Messina e street parade notturna a Pisa. Sabato 26 maggio alcune città: Alessandria, Bari, Bologna, Brescia, Catania, Firenze, Mantova, Milano, Napoli, Reggio Emilia, Roma si preparano a dei cortei, presidi e iniziative territoriali. Il 27 maggio Torino scenderà in piazza e a Fano ci sarà un banchetto informativo. Mercoledì 30 maggio a Venezia iniziative e banchetti informativi.

 

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