BILANCIO di GENERE

Il “bilancio di genere” è l’analisi delle spese e delle entrate di un bilancio pubblico, con riferimento alla diversità degli effetti che hanno per le donne e per gli uomini. Quando il ruolo economico e il potere sociale dei cittadini sono diversi, le ricadute della politica su di loro non possono essere le stesse. Lo sappiamo bene quando parliamo di ricchi e poveri, occupati e disoccupati, ma c’è una tendenza a ignorare questa ovvietà quando parliamo di donne e uomini.

Il Bilancio di genere non è un orpello, né un fiore all'occhiello. E neppure una buona pratica da lasciare alla buona volontà delle singole amministrazioni. Ma uno strumento essenziale per valutare gli effetti delle spese e delle entrate di un bilancio pubblico su donne e uomini. Tanto più in tempi di crisi

Sono passati ormai quindici anni da quando in Italia si è cominciato a parlare di bilancio di genere.

Con grande coraggio molte amministrazioni locali, alcune molto piccole, hanno cercato anche di attuarlo, nonostante non ci siano ancora direttive chiare su come vada realizzato un bilancio di genere.

Le amministrazioni locali – comuni, provincie, regioni - sono state lasciate libere di procedere come volevano, ma sole. I risultati finora ottenuti sono stati perciò estremamente disomogenei, a seconda della fede degli amministratori nel nuovo strumento e delle competenze di chi lo ha messo in pratica. Nonostante il successo e l'importanza che questo strumento ha assunto in altri paesi, in Italia questa frammentarietà di scala e di qualità potrebbe portare a una dismissione del bilancio di genere prima che abbia prodotto i suoi frutti. In tempi di tagli, il bilancio di genere, che sarebbe utile più che mai per verificare che i tagli rispettino l’equità tra i due sessi, rischia di essere una delle prime vittime.

Il bilancio di genere è un esame della politica che un’amministrazione adotta rispetto alla disuguaglianza tra i sessi e presuppone che la stessa amministrazione si interroghi su che cosa significa "parità" e quindi anche sul modello di famiglia che si vuole promuovere, se paritario o tradizionale basato sul male breadwinner (cioè sull'uomo procacciatore di reddito e la donna fornitrice di servizi di cura). Dunque decidere di fare un bilancio di genere, non è un’operazione politicamente neutra. Presuppone il convincimento che l’attuale disuguaglianza sia negativa per la società, per motivi o di equità o di efficienza o entrambi, e che vada combattuta. Questo spiega alcune resistenze o l’indifferenza che ha incontrato il bilancio di genere.

http://www.ingenere.it/articoli/tempo-di-bilancio-di-genere

Per approfondimenti sul bilancio di genere, è stato istituito l’ufficio parlamentare di bilancio che è un organismo indipendente costituito nel 2014, con il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee. L’ufficio parlamentare di bilancio contribuisce ad assicurare la trasparenza e l’affidabilità dei conti pubblici, al servizio del Parlamento e dei cittadini.

http://www.upbilancio.it/focus-tematico-n-7-28-ottobre-2016/

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