CAPOLAVORI SIBILLINI

Nei giorni scorsi abbiamo visitato CAPOLAVORI SIBILLINI, presso Palazzo Campana ad Osimo nelle Marche. La mostra ospita 100 opere provenienti dai luoghi colpiti dal terremoto del  2016,  di otto comuni delle Marche: Montefortino , Montefalcone Appennino, Smerillo,  Montelparo e Monte Rinaldo per la provincia di Fermo, Montalto delle Marche per la provincia di Ascoli Piceno, Loro Piceno e San Ginesio per la provincia di Macerata e il percorso espositivo è organizzato in sezioni dedicate ai vari istituti museali.

La mostra, che invitiamo calorosamente a visitare, è allestita presso Palazzo Campana che era, in origine, la residenza seicentesca del marchese Federico Campana, commissario della Cavalleria pontificia e vice Castellano della fortezza di Ancona e che oggi, come Istituto Campana per l’Istruzione permanente, prosegue la sua storica funzione in campo educativo e culturale.

All’interno del palazzo e prima di visitare le sale espositive, abbiamo notato, con entusiasmo e curiosità,  uno scritto relativo  alla poesia La Ginestra di Giacomo Leopardi, che ha “guidato” l’iniziativa della mostra CAPOLAVORI SIBILLINI. E la felice coincidenza che ci ha entusiasmato è che La Ginestra, è l’hotel, completamente immerso nella natura e al cospetto dei Monti Sibillini, scelto da Helianthus per la  Gita nel Cuore delle Marche  , e meta anche di ospiti stranieri che desiderano visitare dimore storiche, palazzi, chiese e capolavori artistici della nostra splendida Italia.

Nobil natura è quella che a sollevar s’ardisce.

G. Leopardi, La Ginestra vv 111-112

Quando le opere e le vicende umane sono annullate dallo scatenarsi distruttivo della Natura, l’essere umili e fraterni verso gli altri uomini è l’unica salvezza possibile. 

Giacomo Leopardi, bramoso di vita e di infinito, ci insegna l’arte della riparazione. 

Essere fragili costringe ad affidarsi a qualcuno e ci libera dall’illusione di poter fare da soli: è la coraggiosa e fragile resistenza che la ginestra oppone alla potenza distruttiva della natura. 

L’appello leopardiano all’umana solidarietà ha guidato questa iniziativa.”

Preservare l’integrità delle opere, valorizzarle attraverso la fruizione e restaurarle quando è necessario sono i fattori fisici che contraddistinguono la mostra CAPOLAVORI SIBILLINI. Tutelare le opere è uno degli obiettivi della mostra. Ma c’è di più. L’esposizione ha un elemento immateriale che è più forte di ogni altra cosa: la SOLIDARIETA’. La mostra non narra la storia di una comunità ferita e ripiegata su se stessa, ma ha l’obiettivo di presentare al mondo il patrimonio culturale e naturale di un luogo che riparte dall’arte e dal bello. La mostra è viva, respira e dialoga con il pubblico: dalle opere su tela e tavola, ai fossili e minerali dei Sibillini, fino al laboratorio aperto per il restauro.

La mostra ha, inoltre, l’obiettivo di far scoprire al grande pubblico i tesori artistici della Rete Museale dei Sibillini e la sua identità territoriale, consentendo al visitatore di conoscere le ricchezze del territorio ed acquisire consapevolezza che l’arte e la  bellezza di questi luoghi suggestivi vanno preservati ed esplorati.

Tutte le informazioni sulla mostra: www.capolavorisibillini.it

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