LE MADRI COSTITUENTI

Nel 1946 all’Assemblea Costituente italiana, “tra le 21 magnifiche pioniere, cinque delle quali ammesse alla Commissione dei 75, protagoniste in un’Italia che aveva, per la prima volta concesso il voto alle donne…”come ricordato nell' articolo di Dino Messina del 19 agosto scorso, anche Filomena Delli Castelli.

Nasce di origini modeste, si diploma all’Istituto magistrale e si laurea in lettere alla Cattolica di Milano.

Fin da subito s’impegna nell’associazionismo cattolico, all’interno dei movimenti giovanili dell’Azione cattolica. Durante la guerra insegna all’Istituto magistrale di Montesilvano, dove era sfollata con la madre, e partecipa alla Resistenza nella Croce Rossa, dedicandosi, in particolare, all’assistenza dei profughi.

Al termine della guerra fonda la sezione della Democrazia Cristiana nel suo paese natale; grazie al suo impegno viene invitata a Roma in qualità di dirigente del Movimento femminile del partito e lavora nell’ufficio stampa del presidente del Consiglio. Nel 1946 si candida nelle liste della Democrazia Cristiana all’Assemblea Costituente, impegnandosi in un’appassionata campagna elettorale al fine di convincere le donne abruzzesi dell’importanza della loro partecipazione al voto. Una volta eletta, collabora con le colleghe comuniste – da lei soprannominate le sorelle deviate – affinchè nella Costituzione fosse affermata la parità tra donne e uomini in tutti i settori, sia nella famiglia, sia nel mondo del lavoro.

Siede in Parlamento per due legislature, concentrandosi sui temi della cultura e della comunicazione. Dal 1949 al 1953 è sindaca di Montesilvano e si adopera alacremente per l’ammodernamento e per lo sviluppo dei servizi del borgo.

Dopo il 1958 ricopre la carica di dirigente RAI, continuando a collaborare con l’azienda fino al 1975.

“Sono nata che piovevano le bombe della grande guerra, il secondo conflitto mondiale l’ho vissuto in un’età da ricordarlo bene, ora non voglio vivere un altro orrore simile o peggiore. 

E allora guardo a questa povera Europa che non mette radici, che non trova identità, e crede che la democrazia sia acquisita e forte, invece va tutelata.”

Filomena Delli Castelli: Città Sant’Angelo 1916-Pescara 2010

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