07.03.2025
Donne e lavoro | Donne e politica | Giornate internazionali | Varie | Violenza contro le donne

8 MARZO PER TUTTE

L’8 marzo ricorre la Giornata Internazionale della Donna.

Ha senso, ancora oggi, ricordare di combattere per i diritti delle donne?

Sì, e occorre ricordarlo più forte che mai.

“La Giornata internazionale della donna è celebrata in molti paesi del mondo. È un giorno in cui le donne vengono riconosciute per i loro successi senza riguardo per le divisioni, siano esse nazionali, etniche, linguistiche, culturali, economiche o politiche.”

Ha senso, ancora oggi, combattere per la parità salariale tra donne e uomini?

Sì, e occorre ricordarlo più forte che mai.

“Ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1977, la Giornata Internazionale della Donna è emersa per la prima volta dalle attività dei movimenti operai all’inizio del XX secolo in Nord America e in tutta Europa.”

Qui per leggere i dati che riguardano il gap salariale tra donne e uomini in Italia :2.4 Reddito

Ha senso, ancora oggi, combattere per eliminare qualsiasi forma di violenza sulle donne.

Sì, e occorre ricordarlo più forte che mai.

Qui per leggere i dati  della violenza sulle donne: https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/dati-e-statistiche/omicidi-volontari-e-violenza-genere 

Ha senso, ancora oggi, combattere per avere più donne nei posti decisionali?

Sì, e occorre ricordarlo più forte che mai.

E’ vero che, negli ultimi decenni, sono stati fatti passi in avanti sulla rappresentanza femminile in politica e nei luoghi decisionali, ma i numeri, ahimè, sono ancora a sfavore delle donne.

Di seguito, alcuni dati sulla presenza femminile negli organi costituzionali italiani:

-I primi tentativi di aumentare la rappresentanza femminile in cariche elettive risalgono al 1993, quando, con il governo Amato, furono introdotte le quote di genere nelle elezioni locali e nazionali. Tentativi, però, che furono vanificati, due anni dopo, dalla sentenza d’ illegittimità emanata dalla Corte Costituzionale. Nel 2003, invece, una legge costituzionale esplicita il dovere della repubblica di “promuovere” e non più solo garantire con “appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini” reintroducendo di fatto le quote di genere nelle cariche elettive e istituzionali a livello europeo nel 2004 e, a livello nazionale, nel 2012.-

E, ancora:

-Le elezioni politiche in Italia del 25 settembre 2022 hanno fatto registrare un passo indietro sulla parità di genere (la presenza delle donne in Parlamento nel 2018 era pari al 35%), complice una legge elettorale che consente di aggirare la rappresentatività di genere attraverso il meccanismo delle candidature plurime prevista nella compilazione delle liste. Oggi, in Parlamento, le donne rappresentano il 31% contro il 36% circa della scorsa legislatura che aveva fatto registrare  un trend più che positivo se confrontato con il dato del 1994 in cui le donne erano soltanto il 13%.-

Fonte: Spetta a noi di Margherita Cogo e Maria Lippiello

Per secoli, le donne hanno combattuto per la parità di diritti, opportunità e libertà. Dalle suffragette agli attivisti digitali, ogni generazione ha superato i confini, infranto le barriere e rifiutato di fare un passo indietro.

 Dietro ogni cambiamento di politica e vittoria legale ci sono state femministe senza paura che si sono organizzate, hanno protestato e hanno chiesto un’azione.

Il mondo di oggi è più equo che mai per le donne e le ragazze, ma i progressi sono ancora troppo lenti, troppo fragili e troppo diseguali. 

Ogni 10 minuti, una donna viene uccisa da qualcuno della sua stessa famiglia.

 La rappresentanza delle donne nella forza lavoro è rimasta invariata per decenni.

 Le donne e le ragazze contribuiscono meno al cambiamento climatico e tuttavia subiscono le conseguenze peggiori.

 E di questo passo, una ragazza nata oggi avrà 40 anni prima che le donne occupino tanti seggi in parlamento quanto gli uomini.

Nel 1995, i leader mondiali si sono impegnati per l’uguaglianza di genere con la Dichiarazione e la Piattaforma d’azione di Pechino, un piano innovativo che ha fissato obiettivi audaci per i diritti delle donne

Due decenni dopo, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) hanno rafforzato tale impegno con l’incombente scadenza del 2030.

Non possiamo permetterci battute d’arresto.

 Non possiamo aspettare altri 30 anni per rispettare l’impegno per l’uguaglianza.

 Il 2025 è il nostro punto di svolta: a partire dall’8 marzo, Giornata internazionale della donna, marciamo in avanti per TUTTE LE DONNE E LE RAGAZZE.

Buona Festa delle Donne!

Fonti:

 Sfondo | Giornata internazionale della donna | Nazioni Unite

Giornata internazionale della donna

Giornata internazionale della donna | Nazioni Unite

La Dichiarazione e la Piattaforma d’Azione di Pechino a 30 anni, e perché è importante per l’uguaglianza di genere | UN Women – Sede centrale

Immagine: Pixabay