26.08.2025
Varie | Violenza contro le donne

Condividere foto intime senza consenso è REATO

 

Ha suscitato parecchio sdegno e una valanga di denunce alla Polizia Postale di Roma  (circa 3.000 in due giorni) la segnalazione della scrittrice e sceneggiatrice Carolina Capria di un gruppo su facebook i cui iscritti, per lo più maschi, condividevano foto intime di mogli, compagne, amiche e/o sorelle, spesso scattate o ottenute senza il loro consenso.

Alla condivisione di foto sul gruppo, seguiva, ovviamente e ahimè (!) una nutrita serie di commenti (si fà per dire…) su pose, misure e pezzi dei corpi delle donne.  Foto di donne spesso usate come trofeo e scambio tra gli utenti del gruppo.

Condividere foto intime senza consenso è REATO

Quando gli utenti del gruppo facebook in questione sono stati scoperti, hanno invitato i loro “amici” ad aprire altri gruppi altrove e hanno parlato di moralismo.

Moralismo nel 2025?

E mica siamo nel 1800!

Condividere foto intime senza consenso è REATO

Si tratta di REATO perseguibile per legge che può prevedere da uno a sei anni di carcere e una multa da cinque a 15mila euro 

Condividere foto intime senza consenso è REATO

Per esempio, per il REATO di REVENGE PORN la legge prevede da uno a sei anni di carcere e una multa da cinque a 15mila euro per “chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate”.

Se, per caso poi, si è legati sentimentalmente alla vittima, questo fatto costituisce  UN’AGGRAVANTE.

Se volete approfondire: La violenza informatica contro le donne: riconoscere e prevenire | Polizia di Stato

Nel frattempo,il gruppo facebook in questione è stato chiuso da Meta il 21 agosto scorso e la polizia postale di Roma sta raccogliendo tutto il materiale per una prima informativa da inviare alla procura di Roma e, ancora la stessa polizia postale, ha allertato i colleghi di tutta Italia. 

Se volete approfondire il tema: 

Il gruppo Facebook “Mia moglie”, dove 32mila uomini condividevano immagini intime delle partner, è stato chiuso, ma chi è vittima di queste violenze come si può difendere? | Wired Italia

Alcune considerazioni:

32.000 utenti che, come si faceva una volta al bar, (e che purtroppo si fà ancora oggi non soltanto al bar…) si scambiano foto online su di un gruppo visibile a tutte e a tutti, con l’intero “repertorio” di commenti della peggiore cultura tossica, violenta e maschilista sulla pelle delle donne,(donne spesso ignare di quello che fanno questi utenti), non possono essere definiti tanti o pochi, perchè dipende dai punti di vista.

 Purtroppo online è possibile trovare di tutto e, purtroppo, anche il peggio del peggio della violenza maschile sulle donne e sui minorenni.

Però, le cose stanno cambiando, rispetto solo a qualche anno fà.

A pochissimi giorni dalla prima segnalazione, segnalazione fatta da una donna,

il gruppo dei 32.000 E’ STATO CHIUSO.

Però, le cose stanno cambiando, rispetto solo a qualche anno fà.

In appena due giorni, sono pervenute alla polizia postale oltre 3.000 denunce e, mi auguro con tutto il cuore, che continui ad arrivare una valanga di denunce da sommergere gli uffici di tutta Italia.

Però, le cose stanno cambiando, rispetto solo a qualche anno fà.

Nei prossimi mesi, una volta terminate le indagini del caso e le verifiche della polizia postale, saranno resi noti alla procura di Roma, i nomi e i cognomi di coloro che hanno commesso REATO.

Sì, proprio così. 

R E A T O

E, infine, le cose stanno cambiando perchè, se fino a poco tempo fà si diceva che nulla si poteva per oscurare e chiudere siti, gruppi e community online tossiche e violente, grazie ad una valanga di contestazioni e segnalazioni, il gruppo MIA MOGLIE è stato CHIUSO velocemente.

Condividere foto intime senza consenso è REATO

 Il reato in oggetto può essere quello del cosiddetto “revenge porn”, disciplinato dall’articolo 612 ter del codice penale che punisce chiunque diffonda, ceda o invii immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone interessate

Condividere foto intime senza consenso è REATO.

C’è ancora molta strada da fare, donne, ma siamo sempre di più!

 

 

Fonti:

Gruppo “Mia moglie” su Fb. Rizzi: “Donne viste come oggetti da esibire. Un meccanismo che alimenta violenza domestica e di genere” – AgenSIR

I gruppi Facebook e la razionalizzazione della violenza: le donne passano la vita a educare

Gruppo Facebook «Mia moglie», l’appello della polizia è di denunciare. In rete i racconti choc: «Ora dice che esagero, che era solo un gioco» | Corriere.it

Internet è piena di uomini che condividono foto non consensuali di donne – Il Post

Critiche e denunce per il gruppo da 32mila iscritti «Mia Moglie», dove gli utenti pubblicano foto delle partner senza il loro consenso. Facebook lo rimuove | Corriere.it

Tutta la città ne parla | S2025 | Lo scandalo del gruppo “Mia Moglie” | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

Di seguito potete leggere una piccola storia delle donne nel 1800 La donna nell’Ottocento 

Immagine: pixabay