02.02.2025
Donne e politica | Varie

Le quote di genere

Ritorno sul tema delle quote di genere che, ancora oggi, è un tema divisivo. 

Eppure, per chi volesse approfondire l’argomento, oggi esiste una grande quantità di dati, informazioni, statistiche e leggi che riguardano le quote di genere.

Le quote di genere sono uno strumento di misura POSITIVA volto ad accelerare la realizzazione di una partecipazione e rappresentanza equilibrate in termini di genere tramite la definizione di una proporzione (percentuale) o di un numero prestabiliti di posti che devono essere coperti/assegnati dalle/alle donne e/o dagli/agli uomini, di solito in base a determinate regole o criteri.-

Le quote possono essere applicate al fine di correggere un precedente squilibrio di genere in aree e a livelli differenti, tra cui le assemblee politiche, le posizioni decisionali nella vita pubblica, politica ed economica (consigli di amministrazione di società), nonché per garantire l’inclusione delle donne e la loro partecipazione in organismi internazionali, oppure come strumento di promozione della parità di accesso a occasioni formative o posti di lavoro.

Fonte: quote di genere | European Institute for Gender Equality

Il caso, in Italia, della legge Golfo-Mosca

Con la legge 12 luglio 2011, n. 120 sono state apportate significative modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, allo scopo di tutelare la parità di genere nell’accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati.

Dopo una lunga battaglia, dentro e fuori il Parlamento, la legge 120 ha introdotto nel nostro Paese le quote di genere che stabiliscono una obbligatoria percentuale di presenza per favorire la rappresentanza paritaria dei generi e impedire che le donne siano sottorappresentate rispetto agli uomini.

La legge 12 luglio 2011, n. 120 ha introdotto un meccanismo volto a rendere più equilibrata la rappresentanza dei generi all’interno degli organi collegiali delle società italiane con azioni quotate in mercati regolamenti italiani o di altri paesi dell’Unione europea e delle società, non quotate, controllate dalle pubbliche amministrazioni.

 In particolare, la c.d. “legge Golfo-Mosca” ha introdotto modifiche agli articoli 147-ter e 148 del Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), volte a prevedere l’obbligo, per le società quotate, di inserire nei propri statuti disposizioni per garantire l’equilibrio tra i generi negli organi collegiali di amministrazione e di controllo, per tre mandati consecutivi decorrenti dal primo rinnovo successivo a un anno dalla data di entrata in vigore della medesima legge (intervenuta il 12 agosto 2011). 

La legge aveva quindi imposto un adeguamento degli statuti delle società quotate affinché fosse previsto, in sede di riparto degli amministratori da eleggere, che il genere meno rappresentato ottenesse almeno un terzo degli amministratori eletti. 

Analogo criterio era stato previsto per gli organi di controllo.  

Per saperne di più sulla firmataria della legge Lella Golfo: Lella Golfo – Fondazione Marisa Bellisario

Per saperne di più sulla firmataria della legge Alessia Mosca: About Me – Alessia Mosca

Successivamente all’introduzione della legge Golfo Mosca nel 2011:

Alla sua entrata in vigore la legge fissava la quota al 20%, portata poi a 30% nel 2015. A dicembre 2019, un emendamento alla legge di bilancio 2020 ha prorogato le disposizioni previste dalla Golfo-Mosca, che sarebbe altrimenti scaduta nel 2022, e innalzato la quota di genere al 40% per i cda e i collegi sindacali delle società quotate.

Per chi volesse approfondire gli effetti della legge: Come funzionano le quote rosa nelle società quotate e a controllo pubblico – Openpolis

Consigli di lettura:

Gender balance nei consigli di amministrazione: verso il 40%

NormalSegreteria

Dipartimento per le Pari Opportunità – Quote di genere

Immagine: Pixabay