18.10.2023
Donne e lavoro | Varie

La prima presidente e le donne in magistratura

La Presidente Margherita Cassano, nominata all’unanimità il 1 marzo 2023 Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione dal Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica,

si firma -La Prima Presidente- in calce ai provvedimenti.

Il 1º marzo 2023 il Consiglio Superiore della Magistratura elegge all’unanimità Margherita Cassano prima  donna Presidente della Corte di Cassazione.

È la prima donna a ricoprire tale carica e, in qualità di Prima Donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire tale carica, firma i provvedimenti emanati con l’articolo femminile:

La Prima Presidente

Semplicemente fantastico.

Non ci sono ancora libri di testo nelle scuole dove possiamo trovare l’ elenco delle prime donne nei vari campi della cultura, dell’istruzione, della politica e della società civile ma abbiamo una Prima Presidente della Corte di Cassazione della Repubblica Italiana che si firma

La Prima Presidente

La Corte di Cassazione, che ha sede a Roma, è l’organo supremo della giustizia italiana e rappresenta il terzo e ultimo grado di giudizio in un processo. A differenza del Tribunale di primo grado e della Corte d’appello, che si occupano sia della ricostruzione che della valutazione dei casi, la Corte di Cassazione ha il compito di verificare che le norme siano state interpretate e applicate correttamente.

Ed è la prima volta nella storia della Repubblica Italiana che viene nominata una donna Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione.

In occasione dell’intervista di Sky TG24 alle Terme di Diocleziano a Roma per i 20 anni di Sky,  La Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione Margherita Cassano dice:

 

“È importante, per esempio, usare l’articolo al femminile

Non è un elemento solo di forma, ma di sostanza

Il linguaggio rispecchia l’evolvere della società. È giusto che si adegui”.

 

La Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione

 

E lo dice a 60 anni esatti dalla legge che consentì alle donne l’ingresso in magistratura.

Prima la porta era chiusa a tutte le donne.

Solo mediante la legge n.66 del 1963rubricata “Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni“, è stato rimosso ogni ostacolo all’esercizio di funzioni giurisdizionali da parte delle cittadine: l’articolo 1infatti, dispone inequivocabilmente che:

la donna può accedere a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici, compresa la Magistratura, nei vari ruoli, carriere e categorie, senza limitazione di mansioni e di svolgimento della carriera, salvi i requisiti stabiliti dalla legge“.

1963-2023 esattamente 60anni per avere una Prima donna Presidente della Corte di Cassazione che è l’organo supremo della giustizia italiana.

Di seguito riporto alcuni dati che riguardano la presenza delle Donne in magistratura (aggiorn. marzo 2023):

al 6 Marzo 2023 i magistrati presenti in Italia ammontavano a 9.534 unità, includendo in tale numero sia i magistrati fuori ruolo a qualsiasi titolo, sia i Magistrati ordinari in Tirocinio (MOT).

La distribuzione secondo il genere (Tabella 1 e Grafico 1) mostra la prevalenza del numero di donne: 4.213 magistrati di sesso maschile e 5.321 magistrati di sesso femminile (pari al 56% circa).

L’età media di queste ultime (49) è più bassa di quella degli uomini (52) di tre anni.

Esattamente un anno fa la percentuale complessiva di donne presenti era del 55%: in particolare tra i magistrati in ruolo a marzo 2022 le donne erano il 55,2%, tra i fuori ruolo il 47,7% e tra i tirocinanti il 61,6%.

La legge n. 66 del 1963 regolamentò l’ammissione delle donne a tutte le cariche e impieghi pubblici, compresa la magistratura.

Le prime 27 donne sono entrate nel personale di magistratura nel 1965 (in 3 diversi concorsi) e rappresentavano il 6% dei vincitori.

Analizzando la serie storica dei vincitori del concorso di magistratura dal 1965 ad oggi (Grafico 4) notiamo che il sorpasso rosa tra i vincitori di concorso, avviene per la prima volta nel 1987,quando, tra i nuovi 300 magistrati, le donne furono 156.

Negli anni immediatamente successivi il  trend della percentuale di donne vincitrici del concorso è altalenante fino al 1996.

Da questo momento in poi il numero delle donne vincitrici del concorso in magistratura è sempre superiore a quello degli uomini. In particolare, il divario si allarga a partire dal 2007. Nel 2019 le donne hanno rappresentato il 63% dei vincitori, mentre nel 2022 sono il 69%. È però solo dal 2015 che il numero totale di donne presenti in magistratura ha superato quello degli uomini.

Al 6 marzo 2023 i magistrati con incarichi direttivi sono 379 (Tabella 3) e si distribuiscono in modo non uniforme tra i due sessi. Infatti quasi tre magistrati su quattro (71% circa) tra coloro che esercitano funzioni direttive sono uomini.

La situazione è più equilibrata per quello che riguarda le funzioni semidirettive. In questo caso su dieci magistrati che svolgono tali mansioni quasi cinque di essi sono di sesso femminile (46% sui 690 complessivi).

 

Fonti:

https://www.cortedicassazione.it/it/homepage.page

https://www.iusinitinere.it/accesso-femminile-alla-professione-forense-dallunita-ditalia-ad-oggi-8635

https://www.ilsole24ore.com/art/cassazione-la-prima-volta-donna-presidente-chi-e-margherita-cassano-AELsOqvC

https://tg24.sky.it/cronaca/2023/10/07/imparare-a-diventare-leadher-in-un-mondo-di-leader-maschi