Nell’Assemblea COSTITUENTE del 1946, tra le 556 persone elette, ci furono 21 DONNE che parteciparono ai lavori e alle discussioni per la scrittura dei principi fondamentali della nostra DEMOCRAZIA.
Quelle 21 DONNE divennero così il ponte ideale tra la sfera politica, fino ad ora dominata dagli uomini, e quella femminile che ora aveva davanti a sé l’occasione unica di cambiamento.
Nelle biografie delle prime sette donne costituenti (l’ordine è alfabetico) ci sono le due donne costituenti trentine- Elsa Conci e Maria De Unterrichter Jervolino, nata a Ossana, in Val di Sole.
Nei nostri laboratori creativi c’è tantissimo materiale a disposizione e, per le madri costituenti, ho preparato per ciascuna di loro, una piantina su misura con una piccola bandiera italiana in tessuto e, all’interno, una coccarda realizzata con diverse carte e cartoncini nei colori della bandiera italiana, alternando i colori del verde, bianco e rosso.
Vuoi venire a provare come si fa?
Con curiosità e creatività si possono scoprire le storie delle donne costituenti e conoscere ciò che hanno realizzato le prime donne della nostra Repubblica, in un’epoca forse lontana, ma che continua a parlarci ancora oggi.
Di seguito, le 7 brevi biografie delle prime 7 madri costituenti:
Adele Bei
Adele nasce a Cantiano, in provincia di Pesaro Urbino, nelle Marche il 4 maggio del 1904. Inizia a lavorare giovanissima e partecipa a varie manifestazioni operaie di protesta diventando una stimata dirigente sindacale. Per organizzare la lotta al fascismo, nel 1933 viene arrestata e giudicata “socialmente pericolosissima”, condannata a 18 anni di reclusione, sconta 8 anni di carcere, poi il confino sull’isola di Ventotene, fino al 25 luglio del 1943, quando la caduta del fascismo consente la liberazione dei prigionieri politici. Partecipa alla Resistenza romana, raggiungendo il grado di capitano.
Dirigente dell’Unione Donne Italiane fu eletta all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, nelle liste del partito Comunista. In tale veste sostenne la parità tra uomo e donna. Nel 1948 fu senatrice di diritto per meriti antifascisti, unica DONNA fra i 106 senatori di diritto nominati. Successivamente è eletta alla Camera nella seconda e terza legislatura e nella sua attività parlamentare s’impegna per il miglioramento della condizione carceraria delle donne e per l’ottenimento di maggiori diritti alle lavoratrici. Muore a Roma il 15 ottobre 1976.
Per saperne di più: Enciclopedia delle donne | Biografie | Bei Adele: Cantiano (PU) 1904 – Roma 1976
Bianca Bianchi
Bianca nasce a Vicchio, in provincia di Firenze, in Toscana il 31 luglio 1914. Laureata in filosofia e pedagogia insegna in diversi istituti superiori di varie città ma i suoi metodi, ispirati alla libertà e al dialogo, erano in contrasto con i principi della scuola fascista. Entrata più volte in conflitto con i suoi dirigenti, abbandonò con grande fierezza l’insegnamento in Italia, accettando nel 1941 un incarico in Bulgaria. Nel 1946 è eletta all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.
All’interno dell’Assemblea Costituente ricoprì, insieme a Teresa Mattei, la carica di Segretaria di Presidenza. Le cronache si occuparono subito di lei, non per parlare del suo impegno e del suo lavoro, ma del suo abbigliamento e dei suoi capelli biondi.
Negli anni Settanta è vicesindaca di Firenze e promuove numerose iniziative culturali. Rientrò in politica quasi venti anni dopo, eletta consigliera comunale e poi vicesindaco e Assessora alle questioni legali e affari generali a Firenze, dove si spense il 9 luglio del 2000.
Fonte e per saperne di piu: Enciclopedia delle donne | Biografie | Bianchi Bianca: Vicchio (FI) 1914 – Firenze 2000
Laura Bianchini
Laura nasce a Castenedolo in provincia di Brescia, Lombardia, il 23 agosto del 1903. Laura nasce in una famiglia di condizioni modeste, per cui fin da giovanissima è costretta a cercarsi un lavoro; ma continuerà a studiare da autodidatta, e, con molti sacrifici si laurea in filosofia e pedagogia all’Università cattolica di Milano. Iniziò a insegnare a Brescia, prima come maestra, poi come docente di storia e filosofia e diverrà infine preside dell’Istituto magistrale. La sua passione per le tematiche educative la portò a collaborare con la casa editrice cattolica La Scuola, per la quale realizzò alcuni libri scolastici; sempre negli stessi anni pubblicò saggi su varie riviste italiane nel campo pedagogico e didattico.
Dal 1944 è attiva nelle brigate partigiane cattoliche delle Fiamme Verdi. Dirigente nazionale della Democrazia Cristiana, viene designata a partecipare alla Consulta nazionale dell’Italia liberata. Nel 1946 fu eletta alla Costituente e i suoi contributi si legarono soprattutto ai problemi della donna e della scuola, di cui era una profonda conoscitrice. Interviene sui temi dell’educazione e dell’istruzione, dichiarandosi , in nome del pluralismo, favorevole all’azione educatrice degli istituti privati, ma senza oneri per lo Stato. Ritiene fondamentale un nuovo impegno nell’educazione per il futuro della democrazia.
Dal 1953 Laura uscì dalla vita parlamentare, perché non venne più candidata – a causa, sembra, di giochi di potere interni alla dirigenza della Democrazia Cristiana di Brescia – e tornò alla sua prima vocazione, l’insegnamento, che esercitò fino al 1973 sulla cattedra di storia e filosofia presso il Liceo Classico Virgilio a Roma, dove morì nel 1983.
Fonte e per saperne di più: Enciclopedia delle donne | Biografie | Bianchini Laura: Castenedolo (Bs) 1903 – Roma 1983
Elisabetta Conci (Elsa)
Madre costituente trentina
Elsa nasce a Trento il 23 marzo 1895 – primogenita di cinque sorelle – da Maria Sandri, insegnante di pianoforte, ed Enrico Conci, avvocato e notaio, eletto nel 1886 alla Dieta di Innsbruck.
L’educazione fortemente religiosa ricevuta dalla famiglia segnò in maniera profonda la vita di Elsa. Studentessa esemplare, dopo aver frequentato il liceo privato femminile delle Orsoline a Innsbruck – contemporaneamente si era diplomata anche al Conservatorio in pianoforte, seguendo le orme della madre – raggiunse la sua famiglia confinata a Linz e, in seguito al reperimento di materiali di propaganda nel loro appartamento, contro di lei e la sorella Amelia venne avviato un processo per irredentismo, che però non arrivò alla sentenza per la sopravvenuta amnistia, alla morte dell’imperatore Francesco Giuseppe nel 1916.
Frequenta la facoltà di filosofia dell’università di Vienna, ma al termine della guerra si trasferisce a Roma, dove si laurea in lettere nel 1920. Insegnante, il suo impegno si concentra in primo luogo in campo scolastico; negli anni della seconda guerra mondiale , collabora a fondare centri di studio e di assistenza, doposcuola e mense per studenti. Candidata alla Costituente, svolse la campagna elettorale senza riserve di energie e fu eletta, nelle liste della Democrazia Cristiana, posizionandosi al secondo posto nel collegio elettorale di Trento, dopo De Gasperi.
Nell’ambito dell’attività in Assemblea, in quanto membro del “Comitato dei 18” – che aveva il compito di coordinare e armonizzare il lavoro prodotto dalle tre Sottocommissioni – si trovò ad affrontare il nodo degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale in relazione al testo Costituzionale e intervenne in particolare nella discussione sul disegno di legge relativo allo statuto speciale per il Trentino e l’Alto Adige, dimostrandosi disponibile alle rivendicazioni di autonomia degli altoatesini di lingua tedesca, tanto che questi la considerarono la loro unica intermediatrice alla Costituente.
Nel frattempo, venne anche eletta nel 1947 vice delegata nazionale del Movimento femminile democristiano, carica che ricoprì fino al 1952.
Deputata nelle liste democristiane per ben quattro legislature, divenne dal 1952, segretaria del gruppo Dc alla Camera; fece parte di numerose Commissioni e fu cofirmataria di numerose proposte di legge. Propugnatrice dell’ideale europeista, fu anche membro della delegazione italiana al Parlamento europeo e tra le fondatrici dell’Unione femminile europea di cui divenne presidente (1959-1963).
Il suo impegno politico proseguì finché lo stato di salute glielo consentì; si presentò in Parlamento l’ultima volta il 4 maggio 1965, ritirandosi poi nella sua casa di Mollaro in Val di Non, dove si spense il 1° novembre dello stesso anno
Fonte e per saperne di più: Enciclopedia delle donne | Biografie | Conci Elisabetta: Trento 1895 – Mollaro (TN) 1965
Maria De Unterrichter Jervolino
Madre costituente trentina
Maria De Unterrichter (il cui cognome originale era von Rechtenthal prima che i fascisti ne imponessero il cambiamento) nasce il 20 agosto del 1902 a Ossana in provincia di Trento. Si diploma al liceo “Prati” di Trento e si laurea in lettere all’Università “La Sapienza “ di Roma. Dal 1925 al 1929 ricopre la carica di presidente nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana e nel 1930 sposa Angelo Raffaele Jervolino avvocato partenopeo, antifascista, rifugiatosi in Vaticano con la complicità di Papa Pio XII. Dall’unione con Iervolino nasce una figlia a cui daranno il nome di Rosa Russo Iervolino.
Dirigente nazionale della Democrazia Cristiana, eletta alla Costituente nel 1946, affiancò De Gasperi nella Commissione per i Trattati Internazionali e nelle trattative con l’Austria per la stesura dell’accordo De Gasperi/Gruber.
E’ eletta in parlamento nella prima, seconda e terza legislatura. In qualità di sottosegretaria alla Pubblica Istruzione nel 1954, affronta le questioni del rilancio della scuola e della cultura come diritto di cittadinanza, in una realtà in cui sono ancora molto diffusi l’analfabetismo e l’evasione scolastica.
L’attenzione della donna ai problemi della scuola non cala con l’attività parlamentare. Infatti rifiuta l’invito del partito a ripresentarsi alle politiche del 1963, per dedicarsi allo studio e alle attività pedagogiche nelle libere organizzazioni nell’UNESCO e soprattutto nell’OMEP (Organizzazione Mondiale Educazione Prescolastica) della quale presenziò dapprima il comitato italiano per poi venir eletta per tre mandati vicepresidente mondiale, tra il 1968 ed il 1973.
Inoltre, in un’epoca in cui le donne non erano ancora ammesse in diplomazia, è la prima donna a partire dall’Italia con le credenziali di “ambasciatore politico” in Brasile.
Maria De Unterrichter muore a Roma il 27 dicembre del 1975.
Fonte:Enciclopedia delle donne | Biografie | De Unterrichter Maria: Ossana (TN) 1902 – Roma 1975
Filomena Delli Castelli
Filomena nasce il 28 settembre 1916 a Città Sant’Angelo, provincia di Pescara, regione Abruzzo, da una famiglia modesta, si diploma all’Istituto magistrale e si laurea in lettere alla Cattolica di Milano. Durante l’occupazione tedesca prese parte alla Resistenza sia come crocerossina che con un’intensa attività clandestina, curandosi in particolare dei profughi giunti in massa nella provincia di Pescara. Sempre in questo periodo aderì al primo nucleo della Democrazia cristiana abruzzese, assumendo anche l’incarico di segretaria provinciale per la sezione femminile.
Istruita e colta, diretta nella comunicazione e dotata di ottime capacità organizzative, venne presto apprezzata dai dirigenti nazionali; grazie al suo impegno viene invitata a Roma in qualità di dirigente del Movimento femminile del partito e lavora nell’ufficio stampa del Presidente del Consiglio.
Nel 1946 si candida nelle liste della Democrazia Cristiana all’Assemblea Costituente, impegnandosi in un’appassionata campagna elettorale al fine di convincere le donne abruzzesi dell’importanza della loro partecipazione al voto. Eletta, collabora con le colleghe comuniste- da lei soprannominate “le sorelle deviate”-, affinché nella Costituzione fosse affermata la parità tra donne e uomini in tutti i settori, sia nella famiglia, sia nel mondo del lavoro.
Siede in Parlamento per due legislature, concentrandosi sui temi della cultura e della comunicazione.
Dal 1949 al 1953 è sindaca di Montesilvano e si adopera per l’ammodernamento e per lo sviluppo dei servizi del borgo. Dopo il 1958 ricopre la carica di dirigente RAI, continuando a collaborare con l’azienda fino al 1975.
Tornò poi a Pescara dove visse “francescanamente in compagnia di tante persone che ogni giorno andavano a trovarla per parlare di politica, di economia, di problemi dell’Abruzzo” e dove morirà il 22 dicembre 2010, all’età di novantaquattro anni.
Maria Agamben Federici
Maria Agamben, il cui vero nome era Anna Maria, nacque a L’Aquila, regione Abruzzo, il 19 settembre 1899 da una famiglia benestante di origine armena. Maria trascorse l’infanzia e la giovinezza in Abruzzo e, dopo la laurea in Lettere all’Università di Roma, iniziò a insegnare Italiano e Storia alle scuole superiori.
Negli anni del fascismo vive all’estero. Nel 1939 rientra in Italia, diviene attiva nella Resistenza e organizza, per l’unione donne dell’Azione cattolica italiana, un piano di assistenza per le impiegate statali rimaste disoccupate.
Nell’agosto del 1944 è la prima delegata femminile delle ACLI (Associazioni cristiane Lavoratori Italiani) per cui organizza il Convegno nazionale per lo studio delle condizioni del lavoro femminile nel 1945. E’ la prima presidente nazionale del Centro Italiano Femminile d’ispirazione cattolica, che ha lo scopo di conquistare le masse femminili alla causa democratica e di educarle alla politica.
Intanto, nel 1946 iniziava la sua esperienza politica. Eletta all’Assemblea Costituente, nelle liste della Democrazia Cristiana, fu una delle cinque donne che fecero parte della cosiddetta “Commissione dei 75” – incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione. Afferma il dovere dello Stato d’intervenire per tutelare le lavoratrici madri e per eliminare ogni ostacolo che tenda a confinare le donne in settori limitati.
In particolare sostiene con forza il diritto delle donne ad accedere alla magistratura.
Eletta nella prima legislatura, partecipa alla Commissione lavoro della Camera.Alla scadenza della Legislatura, nel 1953, abbandonò la politica attiva e rimase presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati, da lei fondata nel 1947, fino al 1981.
Morì il 28 luglio 1984.
Fonti: Enciclopedia delle donne | Biografie | Agamben Federici Maria: L’Aquila 1899 – Roma 1984
Libere e Sovrane le ventuno donne che hanno fatto la Costituzione


