Ada al contrario

Leggere libri di carta ai vostri figli e alle vostre figlie è un’esperienza unica e, secondo uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics,  la qualità dell'interazione genitori-figli è più alta se si usa un supporto 'fisico', rispetto ai moderni formati elettronici.

Ecco la storia di Ada al contrario

Vi è mai capitato di sentirvi… tutti sbagliati? Sottosopra? Al contrario? A me sì, tantissime volte. Succede di avere l’impressione che il mondo ti sfugga, e fai fatica, dannatamente fatica, a corrergli dietro perché il tuo essere al contrario semplicemente ti spinge da un’altra parte.

A molti di voi, così come a me che scrivo, capita ogni tanto. Abbiamo tutti la giornata storta, la giornata che ci vede fuori posto ovunque andiamo. Provate a pensare quanto possa essere difficile vivere una intera vita… al contrario.

L’autrice Guia Risari ci accompagna nel mondo della piccola Ada, una bambina talmente al contrario che semplicemente fa tutto alla rovescia, cammina all’indietro, disegna un po’ ovunque, mastica l’acqua e manda giù il cibo intero.
 I suoi genitori sono preoccupati, ma in realtà Ada è felice così.

Ada è felice perché è perfettamente consapevole di non avere nulla di sbagliato. Inoltre, Ada sa allacciarsi le stringhe delle scarpe (ora non cadete dalle nuvole: imparare ad allacciarsi le scarpe è una faccenda molto complicata!), ma lo fa sulla punta.

Insomma, Ada è sveglia, è felice, ma semplicemente fa le cose a modo suo. Le regole della società le vanno strette, e infatti appena va a scuola fa arrabbiare il maestro, chissà perché?!?

Un giorno Ada incontra una maestra di ginnastica espressiva, una maestra in gamba, furba. Questa maestra capisce subito la ricchezza di Ada, e invece di provare a cambiarla le insegna diversi modi di camminare, su un piede solo, sulle mani, e anche al contrario… ovvero col naso dritto davanti a sé!

Un piccolo trucco per rassicurare i suoi genitori, un modo come un altro per muoversi.

La storia di Ada sottolinea proprio il diritto alla diversità, all’unicità propria di ognuno di noi, piccoli e grandi.

Vivere con gli altri e mantenere intatto questo aspetto di noi non è affatto facile ed è nostro compito di adulti accogliere tutti i bambini e tutte le bambine, con le loro differenze, tratti caratteristici della loro bellezza, del loro essere liberi.

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