CODICE ROSSO

Il 9 agosto scorso è entrata in vigore il Codice Rosso, ovvero la legge che modifica il codice di procedura penale sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

 Ecco cosa prevede la legge n. 69/2019 e quali sono le sue principali criticità:

NUOVI REATI

Innanzitutto, il Codice Rosso introduce nuove fattispecie di reato:

  • il delitto di sfregio
  • la costrizione o induzione al matrimonio
  • il revenge porn

Per quanto riguarda l’aggressione a una persona, con lesioni permanenti al viso fino a deformarne l'aspetto, il codice penale prevede una reclusione da 8 a 14 anni. In caso di morte della vittima, scatta l’ergastolo. La condanna per chi forza un’altra persona a sposarsi usando violenza, minacce oppure approfittando di un'inferiorità psico-fisica o per precetti religiosi, va da uno a 5 anni, e può arrivare a 6 se coinvolge minorenni. Capitolo revenge porn: chiunque pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso, rischia da uno a 6 anni di carcere e una multa da 5 mila a 15 mila euro, pena aumentata se l'autore del reato è il coniuge (anche separato o divorziato) o un ex compagno.

AUMENTO DELLE PENE

Con la nuova legge cambiano poi i paletti (anche temporali) su denunce e indagini: la polizia giudiziaria ha l’obbligo di comunicare al magistrato le notizie di reato riguardanti stalking, maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni aggravate, avvenute in famiglia o tra conviventi, e il pubblico ministero deve sentire la vittima entro tre giorni dalla denuncia. Salgono inoltre le pene per i vari reati. Lo stalking passa da 6 mesi-5 anni (pena minima e massima) a un anno–6 anni e mezzo, mentre per maltrattamenti contro familiari o conviventi la reclusione passa 2-6 anni a 3-7 anni, con pena è aumentata fino alla metà se il fatto avviene in presenza o ai danni di minore, donna in gravidanza, disabile, o se l'aggressione è armata. Per quanto riguarda la violenza sessuale, la pena sale a 6-12 anni (era 5-10), con aggravanti in caso di atti con minori di 14 anni.

Pur costatando evidenti passi avanti sulle nuove fattispecie di reati, sono state evidenziate diverse criticità.

D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, la rete nazionale dei centri antiviolenza, non festeggia l’approvazione del Codice Rosso

«Le obiezioni sostanziali espresse nel corso delle audizioni non sono state prese in considerazione da un testo governativo blindato che riflette una percezione della violenza sulle donne come fenomeno emergenziale da affrontare esclusivamente con misure penali e securitarie, nonostante i fatti dimostrino ampiamente che si tratta di una manifestazione strutturale della disparità di potere tra uomini e donne»,

 ha spiegato la presidente Lella Palladino.

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