“DONNE, fuggite in Islanda!”

Questa l’esortazione di Marino Niola al termine dell’articolo apparso su Repubblica dal titolo:

Pari Opportunità- L’Italia è battuta anche dalla Namibia

“Il lavoro scarseggia e la parità è SPARITA. E’ il quadro scoraggiante che emerge dal decimo Global Gender Gap Index 2015 stilato dal World Economic Forum, cui D di Repubblica ha dedicato un servizio.

Le donne non fanno passi avanti, in compenso ne fanno molti indietro. Il loro reddito di oggi corrisponde a quello che gli uomini percepivano nel 2006. E la parità salariale è poco più di un’utopia. Per esempio si calcola che in Italia verrà raggiunta fra 118 anni.

Di questo passo arriverà prima il GIORNO del GIUDIZIO.

Ovviamente a guidare la classifica delle pari opportunità sono sempre le socialdemocrazie del freddo. I provvidenziali, e previdenziali, Paesi scandinavi guidati dall’Islanda. Che alla luce dei dati sarebbe il caso di ribattezzare la Repubblica delle donne.  Niente sexual divide, primato dei congedi di paternità, politica sempre più rosa.

E l’Italia?

Un disastro.

Siamo scesi al quarantunesimo posto, preceduti da Spagna, Portogallo, ma anche dalla Namibia e perfino da paesi tradizionalmente machisti come Ecuador e Bolivia. La verità è che la crisi ci ha ributtato indietro di decenni. E che quando il mercato del lavoro si contrae le prime ad essere mandate a casa sono le donne. E rispunta la divisione primitiva del lavoro, uomini a caccia, femmine a curare la prole. Non sono casuali la colpevolizzazione delle donne in carriera, la neo idealizzazione dell’allattamento al seno, l’esaltazione del sacrificio materno, la santificazione del lavoro domestico.

Che in realtà significa lavoro gratuito.

Sembra tutto naturale, invece la natura è la foglia di fico dell’economia e l’alibi di chi vuole che tutto resti com’è. Donne, fuggite in Islanda!”

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