I Vantaggi del Turismo al Femminile

Siamo un paese incredibilmente bello, ricco d’arte e di tradizione, tutti ammirano il nostro stile di vita, ma non riusciamo a proporre un’offerta turistica adeguata. Potremmo essere il primo paese al mondo e invece siamo solo al quinto posto per numero di visitatori all’anno, dietro a Francia, Stati Uniti, Cina e Spagna.

Eppure il settore turistico impiega 1,4 milioni di persone in Italia e produce, secondo il World Travel and Tourism Council, il 10,3% del PIL nazionale. Proviamo a immaginare cosa si potrebbe fare con scelte politiche più convinte e determinate, con uno sforzo di modernizzazione e di investimento articolato su una pluralità di linee di azione, tra cui promuovere il turismo al femminile. Infatti, se prima dell’emancipazione femminile il viaggiare delle donne era riservato soprattutto alle élites più ricche e colte, nell’ambito  soprattutto di una dimensione familiare, oggi si assiste ad una maggiore diversificazione delle esigenze di viaggio, proprio perché le donne si possono permettere di esprimere liberamente anche in questo ambito le loro personalità ed esigenze di vita, fuori da schemi sociali precostituiti. Le donne lavorano di più, sono più istruite, hanno più interessi e più soldi da spendere rispetto alle generazioni precedenti.

Donne adulte e single che viaggiano da sole o in gruppo, donne che viaggiano in famiglia con figli piccoli, donne anziane che viaggiano in coppia o in gruppo, donne adulte che viaggiano in coppia, ragazze giovani che viaggiano da sole o in gruppo: ognuna di queste tipologie di viaggiatrice ha chiaramente esigenze diverse e gusti diversi, che cominciano ad essere colti anche dagli operatori interessati ad un marketing turistico personalizzato.

Oltre a viaggiare in prima persona, le donne sono fondamentali all’interno delle famiglie anche nel processo decisionale di acquisto dei servizi turistici.

L’attenzione per costruire pacchetti turistici e servizi sempre più adeguati alle esigenze delle donne impone anche di dare maggiore importanza ad alcuni aspetti quali ad esempio la sicurezza.

Dal punto di vista dell’offerta turistica le donne rappresentano un target molto importante, fonte di guadagni considerevoli. Per cogliere appieno queste potenzialità è però indispensabile che, in una prospettiva di  diversity  management, anche la forza lavoro femminile impegnata nel turismo venga valorizzata.

Il mercato del lavoro nel turismo è fortemente femminilizzato: 761.400 le donne occupate (51,6%), contro 721.600 uomini. Le imprenditrici, che in Italia rappresentano il 23,5% del totale, nel turismo arrivano al 32,5%. Le donne sono ancora il 77,2% nelle agenzie di viaggio e tour operator, il 61,5% nella ristorazione, il 57% nell’alberghiero. Una presenza femminile importante che si può spiegare ancora con quell’aspetto di relazione, cura ed accoglienza insito nelle professioni del turismo e che certamente favorisce le competenze femminili. Uno stereotipo attitudinale che, per una volta, favorisce le donne.

Purtroppo anche in questo settore si riflettono le distorsioni di genere che caratterizzano l’occupazione femminile: le donne guadagnano di meno, e pur essendo presenti in maniera quantitativamente importante, hanno poco accesso alle posizioni di carriera. Nonostante il 60,3% di donne occupate nel turismo, le dirigenti sono ancora solo il 33,8%.

Considerata l’importanza economica del target turistico femminile, un aumento delle donne nelle posizioni apicali nelle imprese turistiche produrrebbe però un notevole ritorno economico, poiché queste potrebbero produrre delle scelte e delle politiche aziendali sempre più attente a soddisfare le esigenze delle clienti.

Tutti e tutte ne avrebbero solo da guadagnare.

http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=04886

Di seguito la ricerca relativa ai dati riferiti al turismo in Italia

Rochelle Turner

Head of Research

Research Director at World Travel & Tourism Council

http://www.ontit.it/opencms/export/sites/default/ont/it/documenti/files/ONT_2014-03-31_03010.pdf

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