La formazione, una delle eccellenze dei Centri antiviolenza

L’Intesa Stato, Regioni e Province Autonome richiede

“la formazione iniziale e continua per le operatrici e
per le figure professionali”

impiegate nei Centri antiviolenza.

Nel 92,9% dei Centri antiviolenza (235) la formazione è obbligatoria sia per le operatrici sia per le volontarie (97,5% al Centro Italia) e viene svolta almeno una volta l’anno nell’82,2% dei casi, meno di una volta l’anno nel 10,7%.

197 centri antiviolenza su 253 (77,9%) hanno organizzato nel 2017 corsi di formazione per il proprio personale.

La percentuale è maggiore al Centro (90%) e al Nord-est (88,2%), minore al Nord-ovest (67,9%).

Molti i temi trattati nei corsi:

  • Il 92,9% dei Centri antiviolenza li ha svolti sulla tematica di genere,
  • l’81,2% sulla Convenzione di Istanbul,
  • il 64% sui diritti umani delle donne, ad esempio in merito alla Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW – Committee on Elimination of Discrimination Against Women),
  • il 51,3% sulla accoglienza delle donne migranti.

Minore invece la quota di Centri antiviolenza che hanno trattato l’accoglienza delle donne con disabilità (15,2%).

Oltre il 75% dei Centri antiviolenza dichiara, inoltre, che il proprio personale è formato per affrontare i differenti tipi di violenza previsti dalla Convenzione di Istanbul (ad es. le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati, i matrimoni precoci).

Nel 2017 sono stati svolti 872 corsi, pari a una media di 4,5 per Centro  antiviolenza per un ammontare medio di 74,8 ore nell’anno. La formazione ha coinvolto mediamente 7 lavoratrici retribuite per Centro antiviolenza, 1.258 in tutto.

 Il Nord-est emerge sugli altri territori per numero di corsi e numero di ore di formazione svolte.

 Più in dettaglio, i corsi sulla metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne sono stati organizzati dall’86,8% dei Centri antiviolenza(402 corsi), in media 2,4 per Centro. Anche per questa tipologia di corso è il Nord-est a primeggiare, insieme al Centro Italia.

Il numero di corsi per il nuovo personale volontario è stato pari a 166. Nel 2017 sono stati effettuati una media di 1,9 corsi per Centro antiviolenza, per un totale di 46,6 ore di formazione per corso.

 Le volontarie hanno avuto una formazione della durata media di circa 9 ore.

I corsi di formazione sono tenuti sia da personale del Centro sia da figure professionali provenienti dall’esterno, con una lieve preponderanza del primo caso (86,8% contro 78,7%).

 Tra le docenti appartenenti al Centro Antiviolenza sono coinvolte soprattutto le psicologhe (69% dei casi), le avvocate (63,5%) e le operatrici (61,9%); le esperte sul genere e i diritti umani sono presenti in misura minore.

Nel caso sia coinvolto personale esterno il Centro antiviolenza si rivolge in misura maggiore a esperti o esperte di violenza di genere e di diritti umani (43,7%), psicologhe/psicologi (39,6%), avvocati/avvocate (29,4%), operatrici (19,4%) e magistrati/magistrate (19,3%); consistente è anche il coinvolgimento di figure professionali di altro tipo (49,2%).

parlare della violenza aiuta e soprattutto aiuta rivolgersi alle istituzioni

NUMERO NAZIONALE 1522

numero gratuito è attivo 24 h su 24 tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale sia da rete fissa che mobile.

 L’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano, francese, spagnolo, inglese e arabo.

Centro Antiviolenza di Trento tel. 0461 220048

Dati completi a pag. 9 della prima indagine ISTAT sui Centri antiviolenza.



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