La senatrice Liliana Segre

Liliana Segre nasce a Milano il 10 settembre 1930 in una famiglia ebraica e, nel 1938, lei e i suoi parenti vennero colpiti dalle leggi razziali emanate dal regime fascista, con cui vennero fortemente limitate le libertà degli ebrei italiani.

Con l’inizio della guerra e l’intensificarsi delle persecuzioni razziali, nel dicembre 1943 – quando il nord Italia era occupato dalle truppe tedesche – Liliana Segre e la sua famiglia cercarono di raggiungere la Svizzera, senza riuscirci.

Negli stessi giorni, quando la Segre aveva appena 13 anni, la sua famiglia fu arrestata, in provincia di Varese, e condotta in diverse carceri lombarde. Il 30 gennaio 1944 insieme alla famiglia venne deportata in treno da Milano verso il campo di sterminio nazista di Auschwitz, che raggiunse sette giorni dopo.

Separata dal padre, fu mandata a lavorare in una fabbrica di munizioni. Il padre morì nell’aprile del 1944, mentre i nonni, deportati nel maggio di quell’anno, furono uccisi al loro arrivo ad Auschwitz a giugno. Quando nel gennaio 1945 l’Armata Rossa si avvicinò ad Auschwitz, le truppe naziste evacuarono il campo, portando con sé una gran parte degli internati. Ebbero dunque inizio le tristemente note marce della morte, in cui i deportati venivano trasferiti da un campo all’altro spostandosi a piedi per centinaia di chilometri.

Liliana Segre fu trasferita così da Auschwitz a Ravensbruck, campo situato a 90 chilometri da Berlino e il primo maggio, a pochi giorni dalla definitiva sconfitta nazista, Liliana Segre venne liberata.

Fu UNA dei soli 25 italiani di età inferiore ai 14 anni deportati nei lager nazisti a sopravvivere, su un totale di 776.

Dopo la guerra, Liliana Segre si costruì una famiglia e non parlò mai pubblicamente della sua deportazione ad Auschwitz, fino agli anni Novanta. Da quel momento iniziò a intervenire pubblicamente sull’argomento, divenendo testimone anche a nome di chi, volendo dimenticare, non si è mai sentito di raccontare quella tragedia vissuta in prima persona.

Nel 1990, infatti, dopo 45 anni di silenzio, si rese per la prima volta disponibile a partecipare ad alcuni incontri con gli studenti delle scuole di Milano, portando la sua testimonianza di ex deportata.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 19 gennaio 2018 ha nominato senatrice a vita Liliana Segre, superstite di Auschwitz - Birkenau, testimone instancabile della Shoah:

“per avere dato lustro alla Patria con altissimi meriti nel campo sociale”.

Diventando così la prima testimone dell’Olocausto italiana a ricoprire questo prestigioso incarico.

“La vita di Liliana è testimonianza di libertà. Da senatrice ci indicherà il valore della memoria. Una decisione preziosa a 80 anni dalle leggi razziali”.

Scrive la senatrice Liliana Segre ai giovani ragazzi e ragazze studentesse:

Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani.

La memoria è un bene prezioso e doveroso da coltivare.

Sta a noi farlo.

A che serve la memoria?

A difendere la democrazia.

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