LE MADRI COSTITUENTI

La Costituzione italiana sancisce alcuni principi fondamentali in tema di parità dei diritti tra donna e uomo. Nell’Assemblea Costituente del 1946, tra le ventuno donne che hanno fatto la Costituzione anche Nadia Gallico Spano.

Nasce in Tunisia da una famiglia della piccola borghesia di origine toscana; la madre Ketty Sinisgalia, farmacista, è la prima donna laureata dell’Africa del Nord. Dopo il liceo e i primi anni di università, è costretta ad interrompere gli studi a causa della guerra.

Si iscrive al Partito Comunista e, nel 1939, sposa Velio Spano, inviato dal Partito Comunista Italiano a supporto del movimento antifascista in Tunisia. Partecipa attivamente al movimento di Resistenza al nazifascismo prima in Tunisia e, dopo il 1943, a Napoli. Nel 1944 dirige la prima edizione italiana della rivista antifascista “Noi Donne” e partecipa alla costituzione dell’UDI

(Unione Donne Italiane). Eletta all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista Italiano, interviene diverse volte in Assemblea, “per tener fede al mandato ricevuto dalle donne”. Nella discussione sull’articolo 3, dichiara che “soltanto riconoscendo alle donne la parità dei diritti si può costruire un’Italia veramente democratica”. In seguito, è candidata dal partito nel collegio della Sardegna per sviluppare sull’isola le esperienze e gli obiettivi ereditati dai movimenti femminili del continente. Eletta parlamentare per due legislature, dal 1948 al 1959, s’impegna nelle lotte democratiche per migliorare le condizioni economiche e sociali della regione, che diventa da allora la sua patria d’elezione.

Negli stessi anni partecipa alle grandi lotte per la pace e per il disarmo delle grandi potenze, rese urgenti dal clima di tensione provocato dalla Guerra Fredda. Dopo l’esperienza parlamentare, si occupa di politica estera su incarico del Partito Comunista Italiano.

“Nella cabina elettorale le donne per la prima volta hanno scelto di dare la fiducia o magari anche da chi farsi influenzare.

 Ma hanno scelto. Sono state libere.”

Nadia Gallico Spano: Tunisi 1916 – Roma 2006

 

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