LE MADRI COSTITUENTI

La costituzione italiana è entrata in vigore settant’anni fa, il 1 gennaio 1948. Tra le ventuno donne che, per la prima volta nella storia, furono elette alla Costituente e che contribuirono alla stesura della Carta Costituzionale anche Vittoria Titomanlio.

Vittoria Titomanlio fu maestra elementare e s’impegna molto nell’associazionismo cattolico entrando a far parte, nel 1928, della Gioventù femminile dell’Azione Cattolica e dedicandosi alla formazione e all’assistenza delle lavoratrici. Sono questi gli anni in cui l’Azione Cattolica svolge un’attività formativa molto intensa ed in cui i rapporti con il fascismo diventano sempre più difficili proprio a causa delle molteplici iniziative sociali e culturali. Nel maggio del 1931 le sedi dei circoli cattolici vengono chiuse e il distacco del Movimento dal fascismo, anche se graduale, sarà sempre più netto e nel 1938 definitivo.

Dal 1943, Titomanlio è consigliera nazionale dell’Associazione italiana maestri cattolici e segretaria provinciale delle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani). Dopo la guerra, la sua elezione all’Assemblea Costituente nelle liste della Democrazia Cristiana  segna l’inizio di una lunga carriera politica, che la vedrà in Parlamento per quattro legislature, dal 1948 fino al 1968.

E’ delegata nazionale del Movimento femminile per l’artigianato italiano, componente del comitato consultivo ministeriale per l’artigianato e le piccole industrie, dirigente nazionale del Movimento Femminile della Democrazia Cristiana.

Nell’attività politica si occupa soprattutto di lavoro, commercio, artigianato.

Molto intenso è il suo impegno anche nella società civile, dove ricopre l’incarico di presidente in varie istituzioni locali e nazionale di supporto e sviluppo dell’attività artigiana.

Vittoria Titomanlio interviene sul titolo V del progetto di Costituzione per difendere l’autonomia regionale, sostenendone i vantaggi, come espressione di libertà e democrazia.

Vittoria Titomanlio: Barletta (Bari), 1899- Napoli, 1988

 

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