LE MADRI COSTITUENTI

Laura Bianchini, una delle ventuno madri costituenti elette, per la prima volta nella storia dell’Italia nel 1946, si laurea con molti sacrifici in filosofia e pedagogia all’Università cattolica di Milano e si dedica all’insegnamento nelle scuole superiori. Aderisce alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana e al movimento laureati, due circoli universitari molto vitali e ricchi di spazi di discussione. Qui matura il suo antifascismo che la porta verso l’impegno nella Resistenza. In un articolo intitolato “Ai nostri professori”, pubblicato sul giornale antifascista clandestino “Brescia libera” nel 1943, esorta gli insegnanti a non aderire alla Repubblica di Salò. Dal 1944 è attiva nelle brigate partigiane cattoliche delle Fiamme Verdi.

Dirigente nazionale della Democrazia Cristiana viene designata a partecipare alla Consulta nazionale dell’Italia liberata e, in seguito, viene eletta alla Costituente. Interviene sui temi dell’educazione e dell’istruzione dichiarandosi, in nome del pluralismo, favorevole all’azione educatrice degli istituti privati, ma senza oneri per lo Stato. Richiama l’attenzione sulla necessità di potenziare l’istruzione tecnica e professionale in armonia con le esigenze del mondo del lavoro. Ritiene fondamentale un nuovo impegno nell’educazione per il futuro della democrazia. Partecipa ai gruppi di discussione e di elaborazione degli intellettuali cattolici raccolti attorno a Giuseppe Dossetti.

Rieletta nel 1948, entra a far parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla. Nel 1953 si ritira dalla vita parlamentare e riprende l’insegnamento.

ART. 48 della Costituzione Italiana

-         La parità nella partecipazione politica-

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi d’indegnità morale indicati dalla legge.

 

 

Laura Bianchini: Castenedolo (Bs), 1903- Roma, 1983

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