LE MADRI COSTITUENTI

Tra le ventuno madri costituenti, le DONNE che, per la prima volta parteciparono alla stesura della Carta Costituzionale in Italia, nel 1946, anche Angiola Minella.

Nacque da famiglia benestante e coltivò il sogno di diventare medica.

Il progetto incontra la ferma opposizione materna e, dopo essersi diplomata, deve ripiegare su studi letterari, che preludono a un futuro d’insegnante: è un lavoro che, agli occhi della madre è più adatto ad una donna.

Il padre, direttore generale della Reale Mutua di Assicurazioni, cade vittima di un attentato fascista nel 1932. Nel 1943, Angiola Minella entra volontaria nella Croce Rossa realizzando in qualche modo il suo desiderio di essere utile al prossimo in difficoltà. Nel 1944 aderisce alla Resistenza, nome di battaglia “LOLA” e sposa, contro il volere della famiglia e con rito civile, il partigiano Piero Molinari.

Nel primo dopoguerra si attiva in favore dei minori in difficoltà e insieme a Nadia Gallico Spano e Teresa Noce, promuove una catena di solidarietà per i bambini della Campania, che vengono ospitati presso delle famiglie del Nord.

Alle prime elezioni amministrative è eletta consigliera comunale a Savona; fa parte del consiglio nazionale dell’Unione Donne Italiane.

La sua elezione all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista è l’inizio di una lunga carriera politica: è rieletta alla camera nel 1948 e nel 1958, mentre nel 1963 passa al Senato, dove rimane fino al 1972.

Dal 1953 al 1958 è segretaria generale della Federazione democratica internazionale femminile.

“Riscrivo la data di oggi perché non la potrò più dimenticare:

2 giugno 1946

Finalmente ci sono riconosciuti pari diritti e dignità, ma questi hanno bisogno di norme, non ancora scritte…

Di questo voglio occuparmi, di questa nuova lotta porterò bandiera!”

Angiola Minella: Torino, 1920-1988

 

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