LE MADRI COSTITUENTI

Nel 1946, per la prima volta in Italia, ci furono ventuno madri costituenti, cioè le DONNE che, per la prima volta, parteciparono alla stesura della Carta Costituzionale. Oltre ai nomi delle donne costituenti più conosciute, ce ne sono altre meno conosciute.

Tra queste, Rita Montagnana che iniziò a lavorare in fabbrica giovanissima, partecipando alle lotte del proletariato torinese. La rivolta contro la guerra, a Torino nel 1917, la vede tra le protagoniste, così come l’occupazione delle fabbriche durante il biennio rosso (1919 - 1920).

Nel 1921, Rita Montagnana s’iscrive al Partito Comunista e, nello stesso anno, viene inviata a Mosca in qualità di delegata del partito al III Congresso dell’Internazionale comunista.

Nel 1924 si sposa con Palmiro Togliatti e, dal 1926, è in esilio tra Francia, Svizzera e Unione Sovietica- sarà anche in Spagna nel 1937- tornando definitivamente in Italia solo nel 1944.

S’impegna nella costruzione di un’organizzazione femminile unitaria: nel settembre del 1944 è tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane, divenendone poi una dirigente nazionale. E’ attivissima nella campagna per raggiungere il suffragio femminile e, dopo che questo è stato ottenuto, si spende per sensibilizzare le italiane all’ esercizio del loro diritto. Dirigente nazionale del Partito Comunista Italiano, viene eletta all’ Assemblea Costituente e al senato nella I Legislatura.

La fine del suo matrimonio con Palmiro Togliatti, segna il progressivo allontanamento di Rita Montagnana dalla scena politica, nonostante l’impegno profuso e la determinazione dimostrata. Emarginata progressivamente dal partito, si ritira a vivere a Torino, con il figlio gravemente malato avuto da Togliatti, di cui il padre si disinteressò completamente.

“Le DONNE si presentano oggi davanti al paese sotto un aspetto nuovo, non piu’ come mute spettatrici degli avvenimenti, ma come collaboratrici sicure, intelligenti, preziose.”

Rita Montagnana: Torino 1895 – Roma 1979

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