NO a RAPPORTI VIOLENTI

In Italia, ogni due-tre giorni, una donna viene uccisa per mano del proprio partner o ex partner. La violenza di genere degli uomini sulle donne è un fenomeno ancora grave e preoccupante, ampio il sommerso.

Ma, fra le più giovani, sembra qualcosa stia cambiando, perchè più propense a rifiutare un rapporto in cui insulti e violenze psicologiche la fanno da padroni. Non si può parlare di una vera e propria svolta ma di una tendenza che via via sembra prendere corpo e prefigura un certo ottimismo. A tracciare questa ipotesi è Linda Laura Sabbadini, statistica sociale, attenta studiosa di fenomeni sociali, primi fra tutti la violenza maschile sulle donne.

Dagli ultimi dati dell'Istat sul tema (periodo 2006-2014), emerge - rileva la studiosa - che a fronte di percentuali invariate di stupri, femminicidi, ricatti sessuali sul lavoro, c'è una diminuzione del complesso delle violenze.

Ma sono le violenze più lievi a calare, sia tra quelle psicologiche come le intimidazioni, il controllo, la svalorizzazione, sia tra quelle fisiche e sessuali. Ciò avviene in particolare nella fascia di età 16-24 anni. Questa diminuzione delle forme di violenza più lievi maggiore tra le ragazze  può far ipotizzare che le ragazze a fronte delle prime avvisaglie di violenza dai fidanzati, interrompono prima la relazione rispetto a qualche decennio fa. Fra le donne adulte invece la violenza subita diminuisce ma meno, perché è più difficile reagire se la violenza ha già conosciuto l'escalation. E' quindi più difficile mettere la parola fine alla relazione. Questo potrebbe voler dire che le giovani riconoscono prima la violenza subita, e soprattutto vivono in modo diverso il rapporto, non accettano controlli e violenze verbali o psicologiche e chiudono la relazione. Si può quindi affermare, sulla base dei dati esistenti, che c'è una dipendenza minore rispetto al fidanzato, che c'è crescita di coscienza femminile.

Non accettando passivamente comportamenti usurpanti dai propri fidanzati preferiscono rompere. Il tempo dell'accettazione delle donne sembra finalmente non essere più un fatto inevitabile ma mostra un'inversione di tendenza.

Per Linda Laura Sabbadini inoltre:

La violenza di genere è davvero molto grave, il fenomeno è ancora ampio e diffuso. E’ importante che le politiche sostengano i centri antiviolenza, e potenzino i servizi sanitari, le forze dell’ordine con approcci adeguati formativi. Questo perché è proprio nel momento in cui ci sono le reazioni positive, che bisogna intervenire perché si hanno più probabilità che le politiche abbiano effetto. E’ nel momento in cui c’è presa di coscienza che gli interventi pubblici fanno la differenza”.

 

 

Linda Laura Sabbadini

Dirigente di ricerca Istat, già direttora del Dipartimento statistiche sociali e ambientali dell' stesso istituto. E’ stata insignita Commendatore per le innovazioni introdotte nelle statistiche ufficiali sociali e di genere, inserita tra le 100 eccellenze italiane nel dicembre 2015

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