POSTO OCCUPATO: anche in chiesa una sedia vuota contro la violenza sulle donne

Un posto vuoto, in ogni chiesa del Trentino, per le donne vittime di violenza. E’ la proposta della Diocesi di Trento per le domeniche di Quaresima, dalla prima domenica di marzo, d’intesa con l’Osservatorio interreligioso sulle violenze alle donne.

L’iniziativa, già attuata negli anni scorsi in ambito civile, è stata rilanciata da tempo da molte Chiese protestanti, in Italia e altrove. Molto semplicemente, in ogni chiesa viene preparato stabilmente un posto, su un banco o su una sedia, segnalato da un indumento da donna di colore rosso, come il sangue: un foulard, una borsetta, qualcosa che possa attirare l’attenzione dei fedeli durante le celebrazioni; accanto, una scritta in cui si precisa che quel posto sarebbe stato occupato dalle donne vittime di violenza.

Il responsabile e delegato per l’Area Testimonianza e Impegno sociale della Diocesi di Trento scrive, nella lettera inviata ai parroci, di quanto la piaga della violenza contro le donne sia diffusa nelle nostre società. La cronaca spesso riporta notizie drammatiche di uccisioni, soprusi, sopraffazioni, al punto da far sentire disarmati e incapaci di fare o dire qualcosa. Adeguatamente spiegato, nelle omelie o in altri momenti delle celebrazioni, il POSTO OCCUPATO può contribuire a tenere alta l’attenzione su un tema così drammatico e può aiutare tutte e tutti noi a riflettere sulla necessità di un cambiamento culturale e a riconoscere la pari dignità tra donne e uomini: non solo con parole e proclami, ma con gesti e atteggiamenti concreti.

A Trento, come altrove in Italia, è attivo un Osservatorio interreligioso sulle violenze alle donne, nel quale sono rappresentate la Chiesa cattolica, le Chiese ortodosse e le Chiese protestanti presenti in Trentino, insieme agli esponenti delle comunità islamiche. L’iniziativa del POSTO OCCUPATO è proposta dall’Osservatorio e quindi ha il valore di una cosa comune, sulla quale convergono musulmani e cristiani di diverse confessioni. Consapevoli che ci vuole molto di più per sradicare una piaga così diffusa come la violenza sulle donne, allo stesso tempo è importante che anche il linguaggio dei segni faccia la sua parte, ancor meglio se accompagnato da qualche richiamo da parte di chi presiede o di chi anima la liturgia, quando se ne presenti l’occasione.

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