Si celebra oggi, 18 settembre, la Giornata internazionale della parità retributiva. Istituita dall’Onu nel 2019 con l’obiettivo di sensibilizzare sul gender pay gap, vuole mettere l’accento sulla necessità di accelerare le politiche per il raggiungimento della parità salariale tra donne e uomini nel mondo del lavoro, a favore dei diritti umani e contro tutte le forme di discriminazione, compresa la discriminazione contro le donne e le ragazze.
L’obiettivo della giornata è incoraggiare tutti gli attori del mercato del lavoro ad adottare le misure necessarie per garantire che la parità di retribuzione sia al centro delle politiche per la ripresa e mettere fine a questa disuguaglianza.
L’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne e delle ragazze continuano a essere frenate a causa del persistere di relazioni di potere storiche e strutturali diseguali tra donne e uomini, della povertà e delle disuguaglianze e degli svantaggi nell’accesso alle risorse e alle opportunità che limitano le capacità delle donne e delle ragazze.
Il gender pay gap è la differenza media di retribuzione lorda oraria tra donne e uomini.
Guardando a dati Eurostat aggiornati al 2023, in Italia una donna guadagna il 5% in meno di un uomo.
Le cause del divario retributivo di genere
Lavoro part time
In media, le donne svolgono più ore di lavoro non retribuito, per esempio prendendosi cura dei bambini o badando ai lavori domestici.
Tutto ciò implica una minore disponibilità di tempo per il lavoro retribuito: stando ai dati raccolti nel 2021 quasi un terzo delle donne (30%) lavora part-time, mentre solo l’8% degli uomini lavora part-time. Quando si tengono in considerazione sia il lavoro non retribuito che quello pagato, inoltre, risulta che le donne lavorano più ore a settimana degli uomini.
Scelte professionali influenzate dalle responsabilità familiari
Le donne sono inoltre più propense ad avere interruzioni di carriera: nel 2018, un terzo delle donne occupate nell’UE ha subito un’interruzione del lavoro per motivi di custodia dei figli, rispetto all’1,3% degli uomini. Alcune scelte di carriera delle lavoratrici sono influenzate dalla cura e dalle responsabilità familiari.
Più donne nei settori a bassa retribuzione
Il 24% circa del divario retributivo di genere totale, può essere spiegato con una sovra-rappresentanza di donne in settori relativamente a basso salario come l’assistenza, la sanità e l’istruzione. Il numero di donne nel campo della scienza, della tecnologia e dell’ingegneria è aumentato.
Nel 2021 le donne rappresentavano il 41% della forza lavoro.
Meno dirigenti donne e meno pagate
Le donne occupano meno posizioni dirigenziali: nel 2020 queste costituivano un terzo (34%) dei dirigenti nell’UE sebbene rappresentino quasi la metà dei dipendenti. Se guardiamo al divario tra le diverse professioni, le donne manager sono le più svantaggiate: guadagnano il 23% in meno all’ora rispetto agli uomini manager.
Una combinazione di fattori
Le donne non solo guadagnano meno all’ora, ma svolgono anche più lavoro non retribuito e meno ore retribuite e hanno maggiori probabilità di essere disoccupate rispetto agli uomini.
Colmare il divario: i benefici
Il divario retributivo tra i sessi si allarga con l’età – durante la carriera e parallelamente ai crescenti bisogni familiari – mentre è piuttosto basso quando le donne entrano nel mercato del lavoro. Con meno denaro da risparmiare e investire, questi divari si accumulano e di conseguenza le donne sono a maggior rischio di povertà ed esclusione sociale in età avanzata.
La riduzione del divario retributivo di genere crea una maggiore uguaglianza di genere, riducendo la povertà e stimolando l’economia.
Aumenterebbe la base imponibile e alleggerirebbe parte dell’onere gravante sui sistemi previdenziali. Le valutazioni indicano che la riduzione di un punto percentuale del divario retributivo di genere comporterebbe un aumento del prodotto interno lordo dello 0,1%.
Ogni riduzione dell’1% nel divario retributivo di genere comporterebbe un aumento del PIL dello 0,1%

Fonti:
https://www.un.org/en/observances/equal-pay-day

