DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Nel dicembre del 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La Dichiarazione fu approvata quasi all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con soli otto astenuti.

Il testo fu guidato dall’ex first lady americana Eleanor Roosevelt, nell’ambito dell’impianto multilaterale che gli Stati Uniti pensarono dopo la seconda guerra mondiale per evitare che si ripetesse e per fare i loro interessi.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

ha affermato la vita, la libertà e l’uguaglianza a livello internazionale per tutte le persone indipendentemente dalla razza, credo o colore.  Un impianto che, a distanza di settanta anni, ha funzionato bene, almeno per gli Stati Uniti e i loro alleati, con tutti i suoi limiti.

Questo stesso impianto ha garantito 70 anni di pace e prosperità agli Stati Uniti e ai loro alleati, Italia inclusa. Soprattutto all’Italia, passata dalla devastazione del secondo conflitto mondiale ad un posto al tavolo delle prime sette potenze industriali del mondo.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

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