Global Gender Gap

Il Global Gender Gap, introdotto nel 2006, misura il divario di genere in tutto il mondo. Per ogni nazione l’indice fissa uno standard del divario di genere basandosi su criteri economici, politici, di educazione e di salute, e fornisce una classifica dei paesi, permettendo un confronto efficace tra regioni e le classifiche sono state realizzate per creare maggiore consapevolezza a livello mondiale.

L’Italia, nel 2015, era riuscita a raggiungere la 41esima posizione, mentre nel 2016 è scesa alla 50esima, tenendo in considerazione i risultati relativi ai quattro indicatori: salute, istruzione, presenza politica e partecipazione socio economica.

Nel 2017 l’Italia è precipitata all’82esimo posto nella classifica del Global Gender Gap

Per quanto concerne la partecipazione economica, l’Italia si attesta alla 117esima posizione: in particolare si sottolinea l’89esimo posto per tasso di occupazione delle donne, 127esimo per uguaglianza salariale per lavoro simile e il 98esimo per reddito percepito. La situazione non migliora, tuttavia, per i risultati negli altri indicatori: 72esimo posto nell’ambito salute e 56esimo posto per la formazione.

Migliore la posizione raggiunta nell’indicatore della presenza politica: l’Italia raggiunge, in questo caso, il 25esimo posto (39esimo posto per la presenza di donne in Parlamento e decimo per l’occupazione femminile in ambiti ministeriali). Ai primi posti della classifica si confermano le nazioni nordiche con l’Islanda prima nel ranking per l’ottavo anno consecutivo con l’87% del gap colmato. E’ il top performer nell’indicatore della presenza politica e si conferma tra i primi dieci paesi per la partecipazione socio economica, anche se permangono delle criticità in relazione alla differenza di reddito tra uomini e donne. Al secondo, terzo e quarto posto della classifica troviamo Finlandia, Norvegia e Svezia, le nazioni del nord Europa che hanno colmato più dell’80% del loro gap, ottenendo ottimi risultati in tutti gli indicatori di valutazione.

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