La donna è mia e l’ammazzo quando mi pare

E’ il titolo di un articolo tratto dall’archivio di EFFE, la rivista femminista degli anni Settanta, che racconta delle lotte femministe di quegli anni.

Data dell’articolo:

Novembre 1973

45 anni fa

L’autrice dell’articolo scrive di «escalation» di violenza nel paese, a seguito anche della bomba in piazza Fontana….per giungere ad analizzare la sua condizione, cioè la condizione della  donna, in quel periodo storico.

Ne evidenziamo una parte:

“Ma la moglie era già oppressa prima di essere vittima anche del capitale; di uno stesso padrone che poteva venderla, punirla, considerarla impura, adultera; poteva prostituirla, prestarla all’ospite e all’amico, ripudiarla, rapirla e tenerla, rapirla e rimandarla al padre, stuprarla, comprarla, barattarla, prenderla, ingravidarla (senza il suo consenso), darla in pasto ai sacerdoti dei templi, darla agli dei per propiziarsi i loro favori, sverginarla, costringerla alla frigidità, mutilarle la clitoride, chiuderla nelle case di tolleranza o tenerla come concubina, amante, serva, coniglia o bambinaia. 

 Egli aveva sul suo corpo potere di vita o di morte come il diritto romano sanciva.

Ogni uomo, anche il più ignorante di legge, ha sempre conosciuto questo suo potere codificato e qualsiasi modifica della norma  vigente, non è modifica sostanziale al suo potere…”

 

E gli uomini ammazzavano le DONNE, allora come oggi.

Allora, cosa è cambiato oggi rispetto a ieri?

 

E’ cambiato che se ne parla molto di più.

E’ cambiato che se ne scrive molto di più.

E’ cambiato che non si può più fare finta di niente.

E’ cambiata la reazione delle persone (donne e uomini)

E’ cambiato il linguaggio.

E’ cambiato il MONDO!

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