LE MADRI COSTITUENTI

Nell’Assemblea Costituente del 1946, tra le ventuno donne che hanno fatto la Costituzione Italiana della nuova repubblica e che parteciparono ai lavori e alle discussioni per la scrittura dei principi fondamentali della nostra democrazia, anche Bianca Bianchi.

Laureata in filosofia e pedagogia, insegna in diversi istituti superiori; è allontanata dall’insegnamento perché nelle sue lezioni affronta argomenti riguardanti la civiltà ebraica, esclusi dai programmi fascisti. Partecipa alla Resistenza in Toscana, prestando soccorso ai soldati alleati, rifornendo i partigiani di armi e assistendo la popolazione civile. Nel 1946 è eletta all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Si batte per l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, perché lo Stato ha il dovere di tutelare i cittadini e le cittadine che hanno speso la propria esistenza nel lavoro. Molti sono i suoi interventi a sostegno del ruolo educativo della scuola pubblica. Bianchi è contraria alla parificazione degli istituti privati e alla loro sovvenzione statale. Secondo lei, la principale missione della scuola è quella di educare alla capacità critica e alla libertà di coscienza. In relazione alla disoccupazione, Bianca Bianchi sostiene la centralità della riqualificazione professionale dei lavoratori al fine di evitare l’infruttuoso assistenzialismo della beneficenza.

Nel 1947 aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori e nel 1948 è eletta alla Camera dei Deputati. Negli anni cinquanta fonda la “ Scuola d’Europa”, un centro educativo che diventa un punto di riferimento nel campo della sperimentazione didattica, ispirato alle esperienze dei pedagogisti Pestalozzi e Frenet. Negli anni settanta è vicesindaca di Firenze e promuove numerose iniziative culturali.

“Il nostro paese non ha soltanto da rifare la sua economia distrutta e non ha soltanto da ricostruire le sue case, deve far risorgere tante altre ricchezze, tanti altri valori negati o sepolti nella coscienza umana, deve ricreare l’onestà e la libertà nelle coscienze.”

Bianca Bianchi: Vicchio di Mugello (Firenze) 1914 – Firenze 2000

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