Progetto Femminismo e Memoria

Martedì scorso nell’aula Kessler della facoltà di sociologia a Trento, (piena di noi donne di tutte le età e di qualche uomo), Elisa Bellè- ricercatrice universitaria del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento- ha presentato il progetto:

FemMe

FEMMINISMO e MEMORIA

Una approfondita ricerca sul movimento femminista in Trentino tra il 1968 e il 1985: due decenni intensi, di partecipazione, lotte e conquiste. Scopo della ricerca (alla quale si può contribuire ancora con foto, testimonianze e articoli dell’epoca) è quello di mappare e ricostruire la storia dei primi movimenti femministi trentini, purtroppo sconosciuta alla maggior parte di noi, restituendola alla collettività, poiché essa è una parte importante del patrimonio culturale locale e nazionale.

Grazie alla presenza di tre studiose del movimento femminista del periodo, la vicenda locale è stata  inquadrata nel più ampio contesto sociale, culturale e storico italiano, ricostruendo la mappa perduta del femminismo trentino e delle sue connessioni con altri contesti, sia nazionali che internazionali.

RIVOLUZIONE E LIBERAZIONE

Il manifesto “ Non c’è rivoluzione senza la liberazione della donna”, a firma del collettivo Il Cerchio Spezzato , è redatto e ciclostilato nel 1971, a quattro anni di distanza da quella prima occupazione in via Verdi e a due anni di distanza circa dalle prime riunioni del gruppo di ragazze. Non si tratta, quindi, della prima scintilla di un movimento, bensì della messa a punto e riorganizzazione del percorso di confronto collettivo che le ragazze avevano portato avanti sino a quel momento.

Per informazioni

elisa.belle@unitn.it

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