VICTORIA WOODHULL: prima DONNA a correre per la Presidenza degli Stati Uniti

Era il lontano 1872 e, quando ancora le DONNE non avevano il diritto di voto, Victoria Woodhull ricevette la nomination alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Victoria Claflin nasce in Ohio nel 1838 e, all’età di 15 anni, sposa il dottor Canning Woodhull, da cui ebbe due figli.

Canning Woodhull si rivelò un alcolista con numerose relazioni extraconiugali, così nel 1865 Victoria e Canning si separarono e un anno dopo Victoria sposò il colonnello James Harvey Blood (morto nel 1885), un ufficiale dell'esercito reduce della guerra di secessione. Questo matrimonio, dal quale non nacquero figli, s’interruppe dieci anni dopo, nel frattempo però Blood appoggiò le attività della moglie che divenne una delle donne più celebri degli Stati Uniti.

Victoria Woodhull era una DONNA anticonformista e attivista dei diritti femminili.

Quando si trasferì a New York con il secondo marito, James Blood, Victoria portò con sé la sorella Tennessee insieme a parte della famiglia. Il loro spirito “eccentrico” contribuì a renderle popolari e ben presto furono contattate dall’imprenditore Cornelius Vanderbilt che decise di supportare le due donne in un’impresa del tutto impossibile per le DONNE dell’epoca: diventare agenti di borsa.

Il 5 febbraio 1870 Victoria, sua sorella Tennessee e James aprono la Woodhull, Clafin & Co., prima società femminile di agenti di borsa e, come prime donne broker a Wall Street, le sorelle vengono additate come prostitute.

Inoltre, le due sorelle, già oggetto di una scettica e talvolta ostile curiosità da parte dell'ambiente economico di New York, suscitarono uno scandalo ancora maggiore con la pubblicazione del primo numero del Woodhull and Claflin Weekly (14 maggio 1870), una pubblicazione settimanale, finanziata da Victoria e Tennessee, che si occupava di argomenti come l'eguaglianza sessuale, l'amore libero, l'educazione sessuale, l'occupazione femminile e il diritto di voto.

Nonostante ciò, il 10 maggio 1872 Victoria fu scelta dall'Equal Rights Party per la corsa alla Casa Bianca, nella quale riuscì a raccogliere una manciata di voti perdendo contro Grant, anche perché metà della popolazione, quella femminile non poté votare, in quanto negli Stati Uniti il voto alle donne non era ancora riconosciuto (riconoscimento che arriverà nel 1920).

Ovviamente Victoria Woodhull sapeva di non avere alcuna possibilità di diventare presidente degli USA; era troppo giovane e, cosa più rilevante, non aveva alcun diritto di voto.

La sua fu una scelta puramente provocatoria: voleva denunciare apertamente le ingiustizie subite dalle DONNE.

Victoria Woodhull si adoperò moltissimo per ottenere il diritto di voto delle donne tanto che l’11 gennaio 1871 arrivò ad affrontare il comitato congressuale (tutto al maschile) a Washington D.C. con un memoriale per dimostrare che la Costituzione americana prevedeva già, negli emendamenti quattordici e quindici, il diritto di voto femminile.

Le DONNE sono uguali agli uomini davanti alla legge.

Inoltre il 3 novembre 1872, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, Victoria Woodhull fu arrestata dalle autorità federali, insieme al marito e alla sorella, per un'inchiesta pubblicata sulle pagine del Woodhull & Claflin's Weekly, il giornale diretto dalla donna, che denunciava un caso di adulterio tra il reverendo Henry Ward Beecher ed Elizabeth Tilton, moglie di un editore di New York. La ragione di tale pubblicazione della Woodhull sul Beecher, che aveva criticato in pubblico le idee della candidata sull'amore libero, nasceva dalla volontà di evidenziare l'ipocrisia del prelato e di portare la discriminazione femminile al centro dell'attenzione.

Dopo la scarcerazione Victoria continuò ad essere perseguitata e decise di abbandonare la terra che non l’aveva mai accettata perché femminista e libertina.

Nel 1876 divorzia e si trasferisce in Inghilterra, sposando il 31 ottobre 1883 il ricco banchiere John Biddulph Martin, che morirà nel 1897.

Nel 1914 si trasferisce a Norton Breton dove organizza conferenze.

Il 9 giugno 1927 Victoria si spegne, lasciandoci il suo pensiero avanguardista e la storia della sua incredibile vita.

Fonte e articolo selezionato da chronicling america

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