31.10.2023
Varie | Violenza contro le donne

La persecuzione delle donne

Le donne sono state sempre perseguitate.

Nei secoli dei secoli.

Se si vuole ricordare un periodo particolare di persecuzione delle donne allora ricordiamo la caccia alle streghe che ci riporta alla mente  un contesto medievale, nel quale alcune donne venivano messe al rogo in nome di false credenze, superstizioni e dicerie, in un clima generale di ignoranza. E di estrema povertà.

 A partire dalla metà del 1200, le Herbariae, figure già note e contemplate nel diritto romano, furono accusate di essere eretiche e streghe, sottoposte a processi drammatici, furono sentenziate e messe a morte sul rogo, bruciate, nella maggior parte dei casi, in altri, morirono sotto tortura.

E chi erano queste donne?

Molto spesso erano donne vedove, guaritrici, ostetriche ed herbarie, appunto.

Chi erano le Herbariae? Perché a loro toccò questa sorte tanto feroce? Si tratta molto spesso delle prime donne medico del popolo, esperte conoscitrici della Natura, delle erbe e delle piante, che imparano attraverso la pratica e l’esperienza ad utilizzarle a scopo terapeutico e benefico. Ben presto i loro medicamenti, ricavati dalla natura, diventano per il popolo l’unico rimedio, l’unica cura possibile, in una realtà, quale quella medievale, che negava ogni assistenza agli strati popolari.

Ma in particolare, le Herbariae lavorano per e con le donne.

Tant’è che la maggior parte di esse assiste le donne al parto e le aiuta ad alleviare la sofferenza.

La caccia alle streghefu molto diffusa non tanto e non solo nel Medioevo, come solitamente si crede, ma soprattutto nel corso dell’età moderna. Proprio a partire dall’Umanesimo e dal Rinascimento la caccia alle streghe divenne un modo attraverso il quale le autorità civili e religiose controllavano la popolazione e stigmatizzavano quegli individui che si collocavano ai margini della società o adottavano apparentemente comportamenti che si allontanavano dalla norma.

Le Herbariae, per le quali il diritto di Roma prescriveva il divieto di “facere cum herbis”, erano in età classica, sapienti donne greche, portate a Roma come schiave, che istruivano le donne romane, le qualia loro volta, apprendevano e tramandavano la conoscenza acquisita alle loro figlie, trattandosi, dunque, di un sapere che presentava svariati caratteri: era in forma orale; di tipo pratico-applicativo; come si vedrà, intrecciato alle prime divinità femminili greche e al loro ruolo sociale. Le erboriste greche, giunte a Roma, venivano ”ingaggiate” da famiglie senatorie per sanare vendette (nel caso delle esperte di veleni, le “avvelenatrici”), o per rendere un favore alle nobildonne, qualora fossero rimaste incinte a seguito di rapporti al di fuori dal matrimonio, o per curare il popolo, in particolare le donne.

Con il passare dei secoli, le Herbarie, attraverso un rudimentale metodo empirico, acquisiscono conoscenza e sapere medico, le cui radici andranno a costituire la scienza medica moderna. In molti paesi europei la capacità di saper curare malattie della pelle attraverso le erbe, praticare aborti, utilizzare sostanze per alleviare i dolori del parto, preparare bevande per mitigare la sofferenza dell’anima, diviene un aspetto fondamentale della vita quotidiana, legato soprattutto al contesto agreste.

Nel corso del Duecento, la Chiesa si occupò di definire cosa fosse la stregoneria e negli ultimi anni di questo secolo vi fu la prima donna bruciata sul rogo in quanto considerata strega, molto probabilmente a Tolosa, in Francia.

Nel 1487, in pieno umanesimo, veniva dato alle stampe Malleus maleficarum, un testo di demonologia redatto dai frati domenicani Kramer e Sprenger, con l’obiettivo di fornire un profilo di streghe e complici del maligno, al fine di individuarli e distruggerli. Non è il solo testo propagandistico costruito a tavolino per giustificare e perpetuare il lavoro dell’Inquisizione, oltre che dei tribunali laici, nella lotta contro la stregoneria.

Parlando di numeri: si stima che tra il XV e XVIII secolo (e quindi in epoca post-medievale) le persone condannate e uccise con l’accusa di stregoneria siano state decine di migliaia, in maggioranza donne.

Generalmente, l’accusa di stregoneria era rivolta nei confronti di donne, spesso anziane e vedove, o comunque non sposate.

Le donne non coniugate erano soggetti facilmente attaccabili.

Tra le donne sole, erano sovente accusate donne che svolgevano lavori come quello della levatrice o la guaritrice. Inoltre, sotto accusa e vittime della caccia alle streghe erano quelle donne che apparivano non conformi o non integrate all’interno della comunità. Ciò che era considerato marginale, strano, incomprensibile poteva con facilità ricadere nella categoria della stregoneria contro la quale le autorità intendevano operare una repressione durissima volta a disciplinare la società. 

In questo contesto molte donne, per evitare di essere torturate e uccise  erano disposte a denunciare altre donne, e il clima di paura le costringeva ad accettare passivamente le crude norme dei mariti, dei padri e dei loro padroni.

Così la persecuzione delle donne continuava.

Fonti: qui, qui e qui.